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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: cambiament possibili voto fiducia Camera Legge Stabilità

Speranze possibili modifiche su precoci e usuranti alla Camera ma poca fiducia



Se la Legge di Stabilità che ha incassato la fiducia al Senato non ha previsto alcun interventi per quanto riguarda precoci e usuranti, per cui spesso si era ribadita la necessità di andare in pensione con le vecchie regole, quelle antecedenti quelle stabilite dall’ex ministro Fornero, a causa degli impieghi svolti nel corso della vita, si spera che ulteriori modifiche possano essere apportate alla Camera. La Legge di Stabilità, infatti, vi approda nel fine settimana per l’ultimo voto. Ma è poca la fiducia in ulteriori cambiamenti.

Al momento, infatti, le uniche certezze previste per quanto riguarda il capitolo pensioni sono l’adeguamento al costo della vita per le pensioni superiori a 1.486 euro lordi al mese, cioè 3 volte il minimo, ma in forma limitata e comunque non oltre i 2.972 euro lordi; e il ritorno del contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, che sarà del 6-12% sugli importi superiori a 6.936 euro lordi al mese (90.168 euro all’anno).

La Finanziaria 1995 ha disposto che il primo gennaio di ogni anno le pensioni vengano adeguate in base alla variazione del costo della vita accertata dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica. Per il 2014 l’aumento dovrebbe aggirarsi intorno all’1,5%, stima di aumento dei prezzi nel 2013 fatta dall’Istat e dal governo nella nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza). Fin dall’inizio l’adeguamento non è stato riconosciuto al 100% per le pensioni di importo elevato, con soglie che sono cambiate di anno in anno.

La stretta più forte fu stabilita dal decreto Salva Italia del governo Monti, che definì sia per il 2012 che per il 2013 la perequazione al 100% solo alle pensioni di importo fino a tre volte il minimo (1.441,59 euro lordi al mese, nel 2012), cancellando ola sulle pensioni di importo superiore. Ora, la nuova Legge di Stabilità 2014 prevede per il triennio 2014-2016 di una perequazione limitata anche sulle pensioni di importo fra 3 e 6 volte il minimo, ma non per quelle superiori a sei volte.

L’adeguamento al costo della vita sarà quindi del 100% per i trattamenti fino a tre volte il minimo (1.486,29 euro lordi al mese); per quelle fra 3 e 4 volte il minimo (1.486,29—1.981,72 euro) sarà del 90% con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi; l’aumento sarà del 75% per le pensioni fra 4 e 5 volte il minimo (1.981,72—2.477,15 euro lordi) e del 50% su quelle fra 5 e 6 volte il minimo (2.477,15-2.972,58 euro lordi) mentre sulla parte eccedente 6 volte non ci sarà alcun aumento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il