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Pensioni uomini e donne Governo Letta: cambiamenti possibili secondo voto fiducia Legge Stabilità

Nessuna modifica pensioni per uomini e donne: si attendono novità alla Camera ma sarà difficile arrivino



Nessuna novità per quanto riguarda l’ipotesi di sostituire la cassa integrazione in deroga con la possibilità di ricevere già a 62 anni, in anticipo rispetto alle disposizioni in vigore con la legge Fornero, la pensione anticipata; bloccata anche la possibilità per i militari dell'esercito di congedarsi a 50 anni, cioè 10 anni prima della soglia attualmente prevista per l’uscita dal lavoro, con l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena; e nessuna modifica per quanto riguarda la condizione di lavoratori precoci ed usuranti e per quanto riguarda l’uscita dal lavoro di uomini e donne.

Equiparata l’età pensionabile per tutti, fissata a 66 anni dall’ex ministro Fornero, sembra che il governo non abbia recepito il monito della Commissione europea, che qualche settimana ha deciso di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa della disparità di trattamento contributivo di genere, tra uomini e donne, per il pensionamento anticipato.

La norma italiana contestata andrebbe contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne e che, nel Belpaese, prevede gli anni minimi di contribuzione a 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini.

Le uniche modifiche approvate per le pensioni riguardano il contributo sulle pensioni d'oro, che è stato stabilito partirà dal 6% per la parte eccedente quattordici volte il trattamento minimo Inps, (per gli assegni superiori ai 90.000 l'anno circa) e salirà fino al 18%, per la parte eccedente trenta volte il trattamento minimo Inps (oltre 193.000 euro circa all'anno); e la rivalutazione delle pensioni.

E’ stata, infatti, confermata per il prossimo triennio la rivalutazione piena dei trattamenti pensionistici valida solo fino a tre volte l'importo minimo (1.443 euro lordi al mese) mentre sarà limitata al 90% per gli assegni di importo superiore a tre volte ma inferiore o pari a quattro volte l'assegno Inps.

L'adeguamento al costo della vita sarà limitato al 75% per gli importi superiori a 4 volte ma inferiori o pari a 5 volte il minimo. Le pensioni di importo superiore a 2.405 euro (valore Inps 2013) subiranno una rivalutazione dimezzata poiché è previsto un adeguamento al 50% dell'indice Ipca. Infine il prossimo anno resta la stretta per gli importi superiori a sei volte il trattamento minimo (oggi 2.886 euro) poiché i beneficiari non si vedranno attribuire alcun beneficio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il