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Pensioni donne e uomini Governo Letta: cambiamenti Legge StabilitÓ nulli, ma Ocse li richiede

Allarme Ocse su sistema previdenziale italiano: la situazione e le modifiche mancate per uomini e donne



Nessuna nuovo intervento per precoci ed usuranti, nessuna soluzione definitiva per la questione e esodati e nulla sulla questione pensionistica che riguarda uomini e donne, come avvisato qualche tempo fa dalla Commissione europea. La legge di Stabilità che ha ottenuto la fiducia al Senato e che si avvia all’ultimo voto alla Camera non apportato le modifiche sperate al capitolo pensioni, suscitando non pochi malcontenti e polemiche.

E richiamando l’attenzione dell’Ocse su una situazione previdenziale sempre più allarmante nel nostro Paese: non solo, infatti, come emerso da un rapporto di qualche giorno fa, i pensionati italiani sono i più tartassati dalle tasse rispetto ai loro colleghi europei, ma ora il rischio è che se non si cambia qualcosa i precari di oggi rischiano di diventare i poveri di domani.

Secondo l’organizzazione, infatti, ‘In Italia, l'adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema per le generazioni future e i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia’. In pratica significa che i precari di oggi potrebbero diventare i poveri di domani.

L’Ocse, in particolare, punta il dito contro il metodo contributivo, esteso per tutti dalla legge Fornero in vigore dallo scorso anno, e l'assenza di pensioni sociali. Nulla di fatto, dunque, per quanto riguarda l’uscita dal lavoro di uomini e donne: equiparata l’età pensionabile per tutti, fissata a 66 anni dall’ex ministro Fornero, sembra che il governo non abbia recepito il monito della Commissione europea, che qualche settimana ha deciso di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa della disparità di trattamento contributivo di genere, tra uomini e donne, per il pensionamento anticipato.

La norma italiana contestata andrebbe contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne e che, nel Belpaese, prevede gli anni minimi di contribuzione a 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il