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Pensioni Governo Letta ultime notizie: Fornero ribadisce ancora suo Decreto. Ma l'Ocse la boccia

Nuovo intervento Fornero su pensioni e allarme Ocse: la situazione difficile



Tante le questioni irrisolte del corposo capitolo pensioni contenuto nella Legge di Stabilità, tanti gli errori da risolvere, tanti i problemi venutisi a creare in seguito all’entrata in vigore del sistema pensionistico attuale in vigore, al punto che, qualche settimana fa, a chiedere il cambiamento dell’attuale riforma è stato lo stesso ex ministro Fornero.

Lei che ha creato la questione esodati, lei che, non tenendo conto della specificità del comparto scuola, ha dato vita anche ai cosiddetti pensionandi di Quota 96, lei che ora ammette: “Col senno di poi, potrei dire che cambierei la riforma, rendendo meno complessa la regolamentazione” e precisa che “Il rammarico più grande è di non aver portato a termine la delega sui servizi per l'impiego”.

Poi, in un nuovo intervento sul suo lavoro sulle pensioni, ha specificato: “Nelle stesse circostanze e con le stesse informazioni, oggi rifarei le stesse cose per il bene dell'Italia. Le sottovalutazioni sono dipese da informazioni inadeguate. Mi assumo la responsabilità dell'errore. Ma con quella riforma l'Italia si è salvata. Forse il vero errore è stato non essere riusciti a spiegarci.

Le riforme non nascono in laboratorio. Quella sul mercato del lavoro era una promessa: è stata giudicata prima che potesse dispiegare qualche effetto. Sulle pensioni era necessario dare una risposta credibile ai mercati in tempi rapidi. Il malato era terminale. Ho domandato: quanto tempo ho? Venti giorni, anche meno. Da studiosa, le idee le avevo abbastanza chiare. Poi ho capito la differenza fra avere le idee chiare e dover prendere decisioni sulla vita delle persone”.

Ma in realtà, ora, nulla è cambiato in maniera sostanziale ed è stata respinta, con la fiducia ottenuta dalla Legge di Stabilità al Senato, anche una delle proposte al momento più ambite, presentata da Giorgio Santini (Partito Democratico), che prevedeva la possibilità del pensionamento anticipato a 62 anni per coloro che perdono il lavoro, al posto della cassa integrazione in deroga.

Si trattava, in pratica, di permettere a chi rimaneva disoccupato ed esauriva la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari, di avere in anticipo la pensione. Ma così non sarà.

E nel frattempo, proprio in questo quadro, si inserisce il nuovo allarme lanciato dall’Ocse, secondo cui  ‘In Italia, l'adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema per le generazioni future e i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia’. L’Ocse, in particolare, punta il dito contro il metodo contributivo e l'assenza di pensioni sociali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il