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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: Fornero difende suo Decreto, ma Ocse chiede modifiche

Modifiche pensioni: allarme Ocse e situazione italiana



Nonostante i problemi creatisi con l’entrata in vigore della nuova legge Fornero, l’ex ministro qualche giorno fa dichiarato: “Nelle stesse circostanze e con le stesse informazioni, oggi rifarei le stesse cose per il bene dell'Italia. Le sottovalutazioni sono dipese da informazioni inadeguate. Mi assumo la responsabilità dell'errore. Ma con quella riforma l'Italia si è salvata. Forse il vero errore è stato non essere riusciti a spiegarci. Le riforme non nascono in laboratorio.

Quella sul mercato del lavoro era una promessa: è stata giudicata prima che potesse dispiegare qualche effetto. Sulle pensioni era necessario dare una risposta credibile ai mercati in tempi rapidi. Il malato era terminale. Ho domandato: quanto tempo ho? Venti giorni, anche meno. Da studiosa, le idee le avevo abbastanza chiare.

Poi ho capito la differenza fra avere le idee chiare e dover prendere decisioni sulla vita delle persone”. Il tutto dopo aver ammesso tempo addietro che “Col senno di poi, potrei dire che cambierei la riforma, rendendo meno complessa la regolamentazione”. Intanto, la situazione pensionistica italiana è decisamente allarmante tra popolo di pensionati che sono risultati fra i più tartassati di tasse in Europa con assegni decisamente bassi rispetto alla media europea, e l’Ocse che lancia un nuovo allarme sulla inadeguatezza dei redditi pensionistici in Italia che “potrà essere un problema per le generazioni future e i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia” e che chiede revisioni sull’introduzione del metodo contributivo e sull'assenza di pensioni sociali.

Svanita poi anche la proposta di sostituire la cassa integrazione in deroga andando in pensione a 62 anni, in anticipo rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, gli unici interventi sulle pensioni contenuti nella Legge di Stabilità riguardano il contributo sulle pensioni d'oro che, partirà dal 6% per la parte eccedente quattordici volte il trattamento minimo Inps, cioè per gli assegni superiori ai 90.000 l'anno circa, e salirà fino al 18%, per la parte eccedente trenta volte il trattamento minimo Inps, cioè oltre 193.000 euro circa all'anno; e la stretta confermata anche per il prossimo anno per gli importi superiori a sei volte il trattamento minimo (oggi 2.886 euro) poiché i beneficiari non si vedranno attribuire alcun beneficio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il