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Pensioni precoci e anzianità Governo Letta: modifiche e interventi sono urgenti per Corte dei Conti

Modifiche pensioni chieste da Corte dei Conti: ma cambierà davvero qualcosa?



Andare in pensione prima, a 62 anni, invece che a 66, se si perde il lavoro al posto della cassa integrazione e misure volte ad agevolare la situazione di lavoratori precoci ed usuranti: sono queste alcune degli interventi proposti per la nuova Legge di Stabilità ma che non sono stati approvati, quanto meno nella formulazione della Manovra che ha ottenuto la fiducia del Parlamento.

Si spera che qualcosa possa cambiare nel passaggio alla Camera, anche se sono nulle al momento le informazioni che potrebbero far pensare a cambiamenti di rotta in questo senso. Eppure, dopo essere state bacchettate dall’Ocse, le pensioni italiane sono finite anche nel mirino della Corte dei Conti. Serve, infatti, pensare a misure di risanamento per garantire l'equilibrio dei conti dell'Inps. E si tratta di un intervento definito ‘indilazionabile’.

La Corte dei conti ha analizzato il bilancio 2012 dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, da cui risulta che i conti Inps registrano il primo disavanzo finanziario e l'aumento del deficit. Entrambi gli aspetti sono conseguenza dei più grandi fondi amministrati, per i quali appaiono indilazionabili misure di risanamento, che si riconnettono anche al ciclo recessivo oltre che alla incorporata gestione pubblica.

La Corte richiama ‘una attenta e responsabile riflessione sulla perdurante criticità dell'invalidità civile, che ha ampiamente confermato l'improrogabilità di un intervento legislativo volto a completare il trasferimento delle competenze dell'intero procedimento in capo all'Inps, nella constatata inefficacia delle scelte procedurali operate e del massiccio ricorso a medici esterni convenzionati, che mette a rischio le capacità di governo del settore da parte dell'Ente’. 

La Corte, inoltre, conferma ‘l'esigenza di un costante monitoraggio degli effetti delle riforme del lavoro e della previdenza obbligatoria sulla spesa pensionistica e di una crescente attenzione al profilo dell'adeguatezza delle prestazioni collegate al metodo contributivo e degli eccessivi divari nei trattamenti connessi a quello retributivo, unitamente all'urgenza di rilanciare la previdenza complementare’.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il