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Pensioni lavori usuranti e precoci Governo Letta: nuovo intervento e proposta Ministro Giovannini

Ancora nulla su precoci ed usuranti ma Giovannini parla della busta arancione: prioritarie altre questioni



La busta arancione non verrà più inviata: addio, dunque, al documento, pensato dagli svedesi, che ogni anno lo Stato spedisce ai suoi cittadini per informarli circa l'assegno pubblico che potranno ricevere una volta in pensione. Questo documento non arriverà mai nella cassetta delle lettere dei lavoratori italiani.

Ma “i tecnici di Inps e ministero stanno lavorando a degli applicativi su Internet che consentano alle persone di fare le loro valutazioni” secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Enrico Giovannini, in un'audizione davanti alla commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori. Il ministro ha detto: “Busta arancione vuol dire tutto e vuol dire nulla. Io sono sempre stato a favore della trasparenza.

Ma se busta arancione vuol dire inviare a casa di tutti un foglio con dei numeri non credo faremmo un buon servizio al sistema, vista anche, come l'Ocse dice, la scarsa capacità degli italiani a districarsi tra i numeri. L'obiettivo condiviso al 100% è quello di aiutare le persone a fare delle scelte”.

E nell’attesa ci si concentri su situazioni spinose e particolari, come quelle di precoci ed usuranti, categorie di lavoratori per le quali spesso è stata chiesta la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole, quelle cioè antecedenti l’entrata in vigore delle norme Fornero, Giovannini ha invece annunciato che è in arrivo un emendamento al ddl stabilità per risolvere il problema del bilancio dell'Inps che dopo l'incorporazione di Inpdap ed Enpals avvenuta nel 2012, registra il primo disavanzo finanziario e l'aumento del deficit, questione sollevata nei giorni scorsi anche dallo stesso presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua e dalla Corte dei conti nella relazione al bilancio 2012 dell'ente previdenziale.

L'Inpdap ha un deficit patrimoniale di 10 miliardi e il presidente Inps (il cui bilancio 2012 si è chiuso con un rosso di 9,7 miliardi a fronte di un patrimonio netto di 21) ha fatto sapere di aver scritto al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, e allo stesso Giovannini, invitandoli a riflettere sui pericoli che tale accorpamento arreca ai conti dell'Inps.

Mastrapasqua ha quindi invitato il governo a valutare “l'opportunità di eventuali interventi normativi, tesi a garantire l'efficiente ed efficace implementazione della più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico, coprendo in sostanza il disavanzo Inpdap”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il