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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: Ministro Giovannini e nuova proposta. Senza parole

Senza lavoro, esodati e pensionandi ancora in attesa di modifiche ma nessuna novità tranne busta arancione in Legge di Stabilità alla Camera: la situazione



Nonostante l’insoddisfazione per le misure sulle pensioni passate nella Legge di Stabilità che ha ottenuto al fiducia al Senati, il governo è ancora fermo in merito. E piuttosto che pensare a modifiche per precoci e lavoratori, soluzioni definitive per porre una fine alla questione esodati, per i pensionandi di Quota 96, e per dare la possibilità a chi è rimasto senza lavoro di andare in pensione prima, a 62 anni, invece che a 66, al posto di ricevere la cassa integrazione in deroga, ciò di cui si fa menzione, sulle pensioni, per la Legge di stabilità in discussione alla Camera, è la scomparsa della cosiddetta busta arancione.

A parlarne è stato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che ha, come immaginabile, scatenato proteste, polemiche e reazioni non poco felici da parte di tutti i pensionandi e futuri tali che piuttosto che vedere scomparire tale documento avrebbero preferito che l’attenzione dell’esecutivo sul piano pensionistico si concentrasse decisamente su altro.

Ma ancora una volta non è stato come ci si auspicava, ancora una volta non sarà discusso alcun intervento proposto da sindacati e associazioni volto ad un miglioramento del sistema previdenziale italiano. L’unica proposta avanzata dal ministro Giovannini riguarda, dunque, solo l’eliminazione della busta arancione, di quel documento che ogni anno lo Stato svedese spedisce ai suoi cittadini per informarli circa l'assegno pubblico che potranno ricevere una volta in pensione e che non sarà mai inviato ai lavoratori italiani.

Ma “i tecnici di Inps e ministero stanno lavorando a degli applicativi su Internet che consentano alle persone di fare le loro valutazioni” secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Enrico Giovannini, in un'audizione davanti alla commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori. Il ministro ha detto: “Busta arancione vuol dire tutto e vuol dire nulla. Io sono sempre stato a favore della trasparenza.

Ma se busta arancione vuol dire inviare a casa di tutti un foglio con dei numeri non credo faremmo un buon servizio al sistema, vista anche, come l'Ocse dice, la scarsa capacità degli italiani a districarsi tra i numeri. L'obiettivo condiviso al 100% è quello di aiutare le persone a fare delle scelte”.

Giovannini ha anche annunciato un emendamento al ddl stabilità per risolvere il problema del bilancio dell'Inps che dopo l'incorporazione di Inpdap ed Enpals avvenuta nel 2012, registra il primo disavanzo finanziario e l'aumento del deficit, questione sollevata nei giorni scorsi anche dallo stesso presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua e dalla Corte dei conti nella relazione al bilancio 2012 dell'ente previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il