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Pensioni uomini e donne Governo Letta: nuovo intervento Ministro Giovannini. Perplessi

Governo non recepisce monito Ue su pensioni uomini e donne: la situazione



Eliminazione della busta arancione e nuovo emendamento per gestione conti Inps, ma tutto tace per ‘rispondere’ al monito della Commissione europea che qualche tempo ha richiamato l’Italia a causa della differenza di trattamento di anni contributivi necessari per la pensione tra uomini e donne.

Equiparata, infatti, l’età pensionabile per tutti, fissata a 66 anni dall’ex ministro Fornero, sembra che il governo non abbia recepito il monito della Commissione europea, che ha deciso di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa della disparità di trattamento contributivo di genere, tra uomini e donne, per il pensionamento anticipato.

La norma italiana contestata andrebbe contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne e che, nel Belpaese, prevede gli anni minimi di contribuzione a 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini.

Tutto tace in merito e l’unico ‘argomento’ di cui il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, è in grado di parlare è la cancellazione della busta arancione, documento che ogni anno lo Stato svedese spedisce ai suoi cittadini per informarli circa l'assegno pubblico che potranno ricevere una volta in pensione e che non sarà mai inviato ai lavoratori italiani.

Ma “i tecnici di Inps e ministero stanno lavorando a degli applicativi su Internet che consentano alle persone di fare le loro valutazioni” secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Enrico Giovannini, in un'audizione davanti alla commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori. Il ministro ha detto: “Busta arancione vuol dire tutto e vuol dire nulla. Io sono sempre stato a favore della trasparenza.

Ma se busta arancione vuol dire inviare a casa di tutti un foglio con dei numeri non credo faremmo un buon servizio al sistema, vista anche, come l'Ocse dice, la scarsa capacità degli italiani a districarsi tra i numeri”. Il ministro del Lavoro ha anche annunciato un emendamento al ddl stabilità per risolvere il problema del bilancio dell'Inps che dopo l'incorporazione di Inpdap ed Enpals registra il primo disavanzo finanziario e l'aumento del deficit.

L'Inpdap, infatti, ha un deficit patrimoniale di 10 miliardi e il presidente Inps Mastrapasqua ha invitato il governo a valutare “l'opportunità di eventuali interventi normativi, tesi a garantire l'efficiente ed efficace implementazione della più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico, coprendo in sostanza il disavanzo Inpdap”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il