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Pensioni lavori usuranti e precoci Governo Letta: il punto della settimana. La situazione aggiornata

Ancora nessuna novità per precoci ed usuranti: situazione e previsioni



Nessun intervento per precoci ed usuranti, nessuna modifica per esodati e quota 96 ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione della riforma Fornero che non ha tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

Tutto tace, nonostante in questi ultimi mesi si siano susseguite richieste di modifiche per queste categorie di lavoratori, soprattutto circa la possibilità per loro, a causa di lavori pensantissimi svolti magari sin dalla giovane età di andare in pensione con le vecchie regole in vigore prima della nuova legge Fornero, è anche vero che bisognerebbe riconsiderare molte questioni per rimettere in equilibrio il nostro sistema previdenziale.

Non solo, dunque, permettere ad alcuni l’uscita anticipata dal lavoro, come, per esempio, la possibilità di lasciare prima, a 62 anni invece che a 66, per chi perde il lavoro o è esodati, ma anche interventi che possano ritoccare all’insù il valore degli assegni dei pensionati. L’ultima fotografia dell’Eurostat in merito è infatti impietosa: ne emerge che quasi la metà dei pensionati Inps, per la precisione il 45,2%, riceve una pensione inferiore a 1.000 euro al mese.

Inoltre, secondo un'analisi di Confesercenti che ha preso in esame le pensioni comprese tra 1,5 e 3 volte il trattamento minimo, che corrispondono a un importo lordo tra 9.661 e 19.322 euro all'anno (cioè tra 700 e 1.200 euro netti circa al mese), in questa fascia di reddito, il peso dell'irpef (l'imposta sulle persone fisiche, comprese le addizionali) varia tra un minimo del 9,17% per chi guadagna meno e arriva sino al 20,7% per chi riceve invece un assegno Inps un pò più alto.

La situazione per l’Italia appare drammatica soprattutto se si considera che in Germania, per esempio, nella medesima fascia di reddito le pensioni sono praticamente esentasse, con un prelievo che varia tra lo 0 e lo 0,2%. Stesso discorso in Francia e Gran Bretagna, dove gli assegni previdenziali più bassi non subiscono alcuna tassazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il