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Pensioni vechiaia e anzianità Governo Letta: squilibri e modifiche da fare. Nuovo studio

Pensioni inique e modifiche auspicate: la situazione con nuova Legge di stabilità



Permettere l’uscita anticipata dal lavoro a 62 anni invece che a 66, per le pensioni di anzianità e vecchiaia, per chi perde il lavoro o è esodato, e interventi che ritocchino all’insù il valore degli assegni dei pensionati. L’ultima fotografia dell’Eurostat sul sistema pensionistico italiano è davvero allarmante e ciò che ne emerge è che quasi la metà dei pensionati Inps, per la precisione il 45,2%, riceve una pensione inferiore a 1.000 euro al mese.

Inoltre, secondo un'analisi di Confesercenti che ha preso in esame le pensioni comprese tra 1,5 e 3 volte il trattamento minimo, che corrispondono a un importo lordo tra 9.661 e 19.322 euro all'anno (cioè tra 700 e 1.200 euro netti circa al mese), in questa fascia di reddito, il peso dell'irpef (l'imposta sulle persone fisiche, comprese le addizionali) varia tra un minimo del 9,17% per chi guadagna meno e arriva sino al 20,7% per chi riceve invece un assegno Inps un pò più alto.

La situazione per l’Italia appare drammatica soprattutto se si considera che in Germania, per esempio, nella medesima fascia di reddito le pensioni sono praticamente esentasse, con un prelievo che varia tra lo 0 e lo 0,2%. Del resto, un recente studio sul sistema previdenziale del Belpaese illustra i risultati di un modello in cui emergono forti iniquità tra prestazioni contributive e retributive delle pensioni erogate dal 2008 al 2012 stimando in tal modo quanto è stato effettivamente sulle pensioni di anzianità liquidate negli ultimi cinque anni e valutandone anche il costo in termini di spesa complessiva effettiva.

Ciò che mette in luce lo studio è che a fronte di lavori diversi e contributi versati più o meno uguali dal punto di vista di tempo, c’è un forte sbilanciamento nella ricezione di prestazioni pensionistiche negli anni.

Nonostante non vi siano, ancora, interventi nella Legge di Stabilità che possano contribuire a far diventare tale sistema delle pensioni equo per tutti, ciò che ci si augura è proprio che in extremis vengano pensate modifiche apposite che contribuirebbero ad un giusto andamento del sistema in Italia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il