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Pensioni donne e uomini Governo Letta:in Legge Stabilità un solo emendamento e a rischio

Nessun intervento per rispondere al richiamo della Commissione europea su uomini e donne: quali le eventuali modifiche alle pensioni?



Sul tema pensioni, nella Legge di Stabilità, che oggi riceverà il voto di fiducia alla Camera, “si potrebbe intervenire in materia di indicizzazione delle pensioni, migliorando il testo, e per allargare la platea degli esodati da salvaguardare a partire dal 2014” ha annunciato il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina come unico emendamento di modifica. Fassina ritiene “il testo apprezzabile, ma indubbiamente migliorabile in alcuni punti, su cui si sofferma. In primo luogo, andrebbe prevista una norma di carattere strutturale che destini in modo automatico determinate risorse, rivenienti per esempio dalla revisione della spesa e dalla lotta all'evasione fiscale, alla riduzione del cuneo fiscale; per evitare che si ripeta la scarsa riuscita di misure analoghe a ciò indirizzate negli anni precedenti, bisognerebbe prevedere che tali risorse abbiano carattere anche una tantum e non necessariamente carattere permanente”.

Per il resto “Un ulteriore intervento sulle pensioni più alte potrebbe rivelarsi non fattibile” ha detto il viceministro dell'Economia. Nessun accenno, dunque, su un’eventuale modifica per quanto riguarda l’impianto pensionistico di uomini e donne e la questione del richiamo della Commissione europea all’Italia sulla differenza di genere per il sistema di contribuzione per andare in pensione resta aperta.

La Commissione europea ha, infatti, deciso di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia a causa dell’attuale norma pensionistica che fissa una differenza tra uomini e donne negli di anni di contributi necessari per ottenere il pensionamento anticipato.

La norma contestata è la legge 214 del 2011, in base alle quali gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini. Tale norma, secondo la commissione Ue, andrebbe contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne. Ora, secondo la Corte dei Conti, bisogna pensare a misure di risanamento per garantire l'equilibrio dei conti dell'Inps.

La Corte ha analizzato il bilancio 2012 dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e ne è risultato che i conti Inps registrano il primo disavanzo finanziario e l'aumento del deficit.

La Corte, inoltre, conferma ‘l'esigenza di un costante monitoraggio degli effetti delle riforme del lavoro e della previdenza obbligatoria sulla spesa pensionistica e di una crescente attenzione al profilo dell'adeguatezza delle prestazioni collegate al metodo contributivo e degli eccessivi divari nei trattamenti connessi a quello retributivo, unitamente all'urgenza di rilanciare la previdenza complementare’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il