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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Letta: unico emendamento in Legge Stabilità rimasto

Modifiche pensioni: la ricetta del viceministro Fassina



Sul tema pensioni, nella Legge di Stabilità, che oggi riceverà il voto di fiducia alla Camera, “si potrebbe intervenire in materia di indicizzazione delle pensioni, migliorando il testo, e per allargare la platea degli esodati da salvaguardare a partire dal 2014” ha annunciato il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina come unico emendamento di modifica.

Fassina ritiene “il testo apprezzabile, ma indubbiamente migliorabile in alcuni punti, su cui si sofferma. In primo luogo, andrebbe prevista una norma di carattere strutturale che destini in modo automatico determinate risorse, rivenienti per esempio dalla revisione della spesa e dalla lotta all'evasione fiscale, alla riduzione del cuneo fiscale; per evitare che si ripeta la scarsa riuscita di misure analoghe a ciò indirizzate negli anni precedenti, bisognerebbe prevedere che tali risorse abbiano carattere anche una tantum e non necessariamente carattere permanente”.

Per il resto “Un ulteriore intervento sulle pensioni più alte potrebbe rivelarsi non fattibile” ha detto il viceministro dell'Economia. Nella revisione del sistema pensionistico, Fassina pensa che “i rilievi per cui il contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro andrebbe meglio disegnato per colpire i veri privilegi, ma avverte che un intervento più sofisticato ed articolato potrebbe rivelarsi non fattibile sul piano applicativo e amministrativo, richiedendo calcoli complessi che consentano di risalire alla contribuzione effettuata anche diversi decenni addietro”.

Si dichiara tuttavia “disponibile, nei limiti del possibile, ad accogliere proposte emendative utili a migliorare tali disposizioni”. In realtà, secondo la Corte dei Conti, bisogna pensare a misure di risanamento per garantire l'equilibrio dei conti dell'Inps. La Corte ha analizzato il bilancio 2012 dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e ne è risultato che i conti Inps registrano il primo disavanzo finanziario e l'aumento del deficit.

La Corte, inoltre, conferma ‘l'esigenza di un costante monitoraggio degli effetti delle riforme del lavoro e della previdenza obbligatoria sulla spesa pensionistica e di una crescente attenzione al profilo dell'adeguatezza delle prestazioni collegate al metodo contributivo e degli eccessivi divari nei trattamenti connessi a quello retributivo, unitamente all'urgenza di rilanciare la previdenza complementare’.

Questo anche in risposta al nuovo allarme lanciato dell’Eurostat, secondo cui quasi la metà dei pensionati Inps, per la precisione il 45,2%, riceve, infatti, una pensione inferiore a 1.000 euro al mese, secondo quanto emerge dagli ultimi dati Eurostat.

Secondo il bilancio sociale presentato dall’Istituto di previdenza nazionale, circa 7,2 milioni di pensionati non arrivano a 1.000 euro, mentre 2,26 milioni (il 14,3% del complesso) non raggiunge nemmeno 500 euro e meno di 650.000 persone può invece contare su una pensione di 3.000 euro al mese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il