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Pensioni donne e uomini Governo Letta: nuova proposta rivalutazioni, ma ancora trattative

Pensioni ancora in discussione nella Legge di stabilità ma si aspettano modifiche richieste



In discussione ancora la Legge di Stabilità, in discussione ancora emendamenti sulle pensioni, che però lasciano aperte ancora diverse questioni. Solo qualche giorno fa il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, in riferimento alla discussione della Legge di Stabilità alla Camera, aveva annunciato “si potrebbe intervenire in materia di indicizzazione delle pensioni, migliorando il testo, e per allargare la platea degli esodati da salvaguardare a partire dal 2014”.

Fassina ritiene “il testo apprezzabile, ma indubbiamente migliorabile in alcuni punti, su cui si sofferma. In primo luogo, andrebbe prevista una norma di carattere strutturale che destini in modo automatico determinate risorse, rivenienti per esempio dalla revisione della spesa e dalla lotta all'evasione fiscale, alla riduzione del cuneo fiscale; per evitare che si ripeta la scarsa riuscita di misure analoghe a ciò indirizzate negli anni precedenti, bisognerebbe prevedere che tali risorse abbiano carattere anche una tantum e non necessariamente carattere permanente”.

Nella revisione del sistema pensionistico, Fassina pensa che “i rilievi per cui il contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro andrebbe meglio disegnato per colpire i veri privilegi, ma avverte che un intervento più sofisticato ed articolato potrebbe rivelarsi non fattibile sul piano applicativo e amministrativo, richiedendo calcoli complessi che consentano di risalire alla contribuzione effettuata anche diversi decenni addietro”.

Poi solo due giorni è spuntato un nuovo emendamento del Pd che prevede che gli iscritti a più forme di assicurazione obbligatoria potranno cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità. In particolare, gli iscritti a più forme di assicurazione obbligatoria potranno cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti al fine di conseguire un’unica pensione, di vecchiaia o di anzianità.

Ed oggi, un nuovo emendamento alla Legge di stabilità, prevede una nuova l’indicizzazione sulle pensioni, da far salire dal 90 al 95% per la rivalutazione delle pensioni il cui importo sia superiore a 3 volte e pari o inferiore a 4 volte il minimo Inps (tra 1.500 e 2mila euro). La misura viene coperta con un ritocco all'indicizzazione delle pensioni più alte.

Roberto Speranza, presidente dei deputati Pd ha detto: “Indicizziamo perché vogliamo adeguare il valore delle pensioni al costo della vita, in particolar modo alle pensioni più basse. Adeguiamo al 100 % fino a 1.443 euro, cioè tre volte la pensione minima. Tra tre, quattro volte la pensione minima, cioè fino a 1.924 euro lordi, arriviamo a una indicizzazione pari al 95% .

E poi a scalare fino a sei volte la minima dove sarà intorno al 50%. Facciamo uno sforzo per mettere qualche euro in più in tasca a quei pensionati che oggettivamente vivono una fase di difficoltà con il costo della vita sempre più elevata”. Ma tutto tace sulle pensioni di uomini e donne e sul monito della Commissione Europa che ha richiamato l’Italia ‘incolpandola’ di praticare trattamenti contributivi discriminanti di genere, tra uomini e donne. Il Belpaese sembra non aver recepito e sulla questione nessuna discussione pare sia in corso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il