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Carceri indulto e amnistia 2013: riforme Cancellieri no Cdm ieri. Continua il confronto

Necessarie misure sulle carceri per esame Ue ma strada ancora lunga



Dopo il monito della scorsa settimana del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per richiamare il governo ad un pronto intervento per risolvere la difficile situazione legata ai penitenziari e alle leggi giudiziarie italiane, il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ed il Presidente del Consiglio Enrico Letta sono al lavoro per presentare nuovi provvedimenti volti a migliorare le condizioni generali di detenzione, e nuove riforme in tema di amnistia e indulto in modo da poter superare l'esame al quale l'Italia sarà sottoposta dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo il prossimo maggio.

Ma non è questa un questione, seppur urgente, all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi, venerdì 13 dicembre. Se è vero che amnistia e indulto sono una delle poche soluzioni applicabili, considerando le gravi condizioni di sovraffollamento delle carceri italiane e la necessità di interventi nel breve periodo visto l'avvicinarsi dell'ultimatum posto dall'Unione Europea, è anche vero che Matteo Renzi, nuovo segretario del Pd, e la Lega non appoggiano tali misure.

Esse, infatti, stanno suscitando diverse polemiche in questi giorni, da quando il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha annunciato misure per una nuova riforma delle carceri che prevederebbero anche amnistia e indulto per chi ha compiuto reati minori.

Questa novità andrebbe a accompagnarsi ad altre misure come le otto ore di aria per i detenuti, con la possibilità di praticare anche attività sportive e musicali; il potenziamento dei contatti con le famiglie; la creazione di ulteriori posti, con 4500 nuovi posti per maggio 2014 e 12 mila posti in più entro il 2015; e la possibilità di norme che prevedano, soprattutto verso la fine della pena, “la restituzione degli stranieri al loro Paese d'origine perchè completino là il percorso”. Ma Renzi, su indulto e amnistia, dice che si tratta di “un condono mascherato, ma con la riforma delle legi Bossi-Fini, Fini-Giovanardi e della custodia cautelare in genere”.

E chiede: “Come facciamo a insegnare la legalità ai giovani e agli studenti se ogni sei anni buttiamo fuori i detenuti perché le carceri scoppiano?”. Per lui “non sarebbe serio, educativo, responsabile pensare a un nuovo indulto”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il