BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia e anzianità: facciano il punto aggiornato di questa settimana decisiva

Nessuna uscita anticipata dal lavoro ma nuovi emendamenti: le novità pensioni



Ancora in discussione le pensioni su cui “si potrebbe intervenire in materia di indicizzazione, migliorando il testo, e per allargare la platea degli esodati da salvaguardare a partire dal 2014” come aveva detto il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina. Cosa che effettivamente è stata fatta con la proposta di un emendamento sulla indicizzazione delle pensioni, per cui per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici è riconosciuta nella misura del 95% per le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo Inps. Questo quanto prevede un emendamento del relatore Maino Marchi (Pd).

L'emendamento prevede anche la riduzione delle indicizzazioni nella misura del 50% per le pensioni superiori a 5 volte il trattamento minimo e fino a 6 volte. Nella misura del 40% per il 2014 e del 45% per il 2015 e il 2016 per i trattamenti superiori a sei volte. Per il solo anno 2014, invece, non è riconosciuta la rivalutazione per le fasce di importo superiori a sei volte il minimo Inps.

Nessuna novità però per quanto riguarda le pensioni di anzianità e vecchiaia, e la possibilità di un’uscita anticipata, a 62 anni anzicchè a 66, per chi perde il lavoro. Altro emendamento presentato prevede la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti al fine di conseguire un’unica pensione, di vecchiaia o di anzianità; e l’ultima novità riguarda l’aumento degli assegni grazie al taglio del cuneo fiscale. Ad alimentarlo le risorse della spending review e le risorse della lotta all’evasione fiscale che eccedono gli incassi programmati e a beneficiarne saranno i lavoratori dipendenti e i pensionati.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il