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Pensioni Governo Letta ultime notizie: nuovi emendamenti non previsti inseriti in Legge di Stabilità

Nuovi emendamenti pensioni alla Legge di stabilità: ma non riguardano le modifiche richieste



Le modifiche richieste all’attuale sistema pensionistico da inserire nella Legge di stabilità, come la possibilità di uscita anticipata dal lavoro a 62 anni invece che a 66 per chi perde il lavoro o è esodato, o norme ad hoc per precoci e usuranti, non sono state avanzate ma sono diversi gli emendamenti piovuti sulle pensioni.

A partire dalla rivalutazione dei redditi da pensione più elevati attraverso l'indicizzazione all'inflazione: secondo lo schema presentato, saranno riviste al 95% gli assegni pari a 4 volte il minimo, del 50% le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo e del 40% nel 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016. Altro emendamento presentato qualche giorno fa dal Pd prevede la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità.

Nel testo si legge che ‘può essere esercitata per la liquidazione del trattamento pensionistico di vecchiaia, di anzianità e la liquidazione del trattamento pensionistico per la pensione anticipata dei trattamenti per inabilità e ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione’.

Infine, è spuntata la proposta di aumentare le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi: dal 20 al 22% quella del 2014; al 23,5% quella del 2015; al 24% quella del 2016, cosa che certamente scatenerò non poche polemiche e proteste. Resta da vedere cosa cambierà davvero con l’approvazione della Legge di stabilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il