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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Letta: emendamenti nuovi e vecchi in Legge di Stabilità

Rivalutazione pensioni, cumulo versamenti e aumento aliquote per lavoratori autonomi: gli emendamenti alla nuova Legge di stabilità ma nulla su uscita anticipata, assegni e tasse. Cosa serve davvero alle pensioni italiani per migliorare?



Rivalutazione dei redditi da pensione più elevati attraverso l'indicizzazione all'inflazione: secondo lo schema presentato, saranno riviste al 95% gli assegni pari a 4 volte il minimo, del 50% le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo e del 40% nel 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016; possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità; e proposta di aumentare le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi: dal 20 al 22% quella del 2014; al 23,5% quella del 2015; al 24% quella del 2016: questi gli emendamenti alle pensioni in discussione per la nuova Legge di stabilità che si prepara, a giorni, probabilmente domani mercoledì 18 dicembre, ad essere approvata.

Tutto tace, dunque, sulle richieste avanzate da tempo da sindacati, associazioni e alcuni esponenti politici per un’uscita anticipata dal lavoro per determinate categorie di lavoratori e sulle età per le pensioni di anzianità e vecchiaia.

Eppure dopo Ocse e Corte dei Conti, a richiamare l’attenzione sul sistema previdenziale italiano e lanciare un nuovo allarme è stata qualche settimana fa l’Eurostat. Nel mirino il valore, troppo basso, degli assegni pensionistici. Secondo l’Eurostat, infatti, quasi la metà dei pensionati Inps, per la precisione il 45,2%, riceve una pensione inferiore a 1.000 euro al mese.

Secondo il bilancio sociale presentato dall’Istituto di previdenza nazionale, circa 7,2 milioni di pensionati non arrivano a 1.000 euro, mentre 2,26 milioni (il 14,3% del complesso) non raggiunge nemmeno 500 euro. Meno di 650.000 persone può invece contare su una pensione di 3.000 euro al mese.

La situazione è ancor più negativa, se si può, se si considera che i pensionati italiani sono i più tartassati d’Europa, soprattutto se si pensa che in Germania, Francia e Spagna le pensioni sono praticamente esentasse.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il