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Decreto carceri 2013: mmigrati, stranieri, pene minori, tossicodipendenti. Chi può uscire, quando,

Premier Letta: “Dalle misure sulle carceri non ci sono in nessun modo elementi di pericolosità per i cittadini”. Dalla liberazione anticipata a misure per tossicodipendenti, stranieri e immigrati cosa prevede il decreto



E' stato approvato il decreto carceri in consiglio dei Ministri e il premier Enrico Letta si è affrettato a spiegare: “Dalle misure sulle carceri non ci sono in nessun modo elementi di pericolosità per i cittadini”. Il premier ha detto che il “Il decreto sulla situazione carceraria è una prima importante risposta alla lettera appello del Capo dello Stato al Parlamento che prevedeva un ventaglio di possibili interventi per calmare situazione esplosiva delle nostre carceri ed evitare anche interventi sanzionatori da parte di organismi sovranazionali.

Era importante evitare che l'Italia non sia additata fra i Paesi che non rispettano i diritti in carcere”. Il pacchetto sulla giustizia serve a smaltire l'arretrato, a rendere più veloce il processo civile: sono materie fondamentali per il nostro Paese”, ha ribadito il presidente del Consiglio, sottolineando che con il decreto carceri si istituisce il “garante nazionale dei diritti dei detenuti e dei soggetti sottoposti a misure restrittive”.

Tra le misure qualificanti del testo, l'innalzamento dello "sconto" per la liberazione anticipata (misura temporanea che scadrà tra 2 anni), la stabilizzazione dei domiciliari per gli ultimi 18 mesi di pena, l'espulsione al posto degli ultimi due anni di carcere per gli immigrati, l'aumento dell'affidamento in prova ai servizi sociali, l'introduzione del reato di piccolo spaccio di droga con pene minori.

C'è, appunto, anche il braccialetto elettronico, che viene incentivato, prevedendone comunque l'applicazione solo per i domiciliari, e non anche all'esterno, nei permessi o nell’affidamento in prova come in fase di elaborazione si era pure ipotizzato. Per quanto riguarda la liberazione anticipata, si amplia il beneficio dell'aumento dei giorni di detenzione (da 60 a 75) per ciascun semestre di pena espiata. L'applicazione retroattiva “comporta una contenuta anticipazione di una uscita che si verificherebbe comunque in tempi brevi”.

Dunque, si legge nella nota, “non si tratta di una misura automatica e non si determina una liberazione immediata (in massa) di un numero rilevante di detenuti, ma è spalmata nel tempo e comunque sottoposta alla rivalutazione del giudice che deve verificare il corretto comportamento dei detenuti”.

Entrando nel dettaglio delle misure introdotte, il ministro Cancellieri spiega che “per i piccoli spacciatori di droga, l'istituzione del reato di spaccio lieve consente il recupero e la cura dei tossicodipendenti. In carcere il tossicodipendente non riceve le stesse cure che può ricevere nelle comunità. Non si parli di indulti e indultini, avverte, non c'è nulla di automatico con questo decreto.

Il giudice avrà facoltà di fare uscire delle persone con certi criteri, nei prossimi mesi ci potrebbe essere un'uscita scaglionata di 1.700 detenuti”. Con l’approvazione di questo nuovo decreto, inoltre, il governo intende inoltre rendere ‘più efficace l'identificazione dei detenuti stranieri che negli ultimi due anni di pena possono essere espulsi, dietro parere del magistrato di sorveglianza, una misura che potrebbe portare all'espulsione di parecchi stranieri’.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il