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Pensioni lavori usuranti e precoci Governo Letta: modifiche approvati e sicure in Legge Stabilità

Nessuna soluzione per lavoratori precoci ed usuranti ma rivalutazione delle pensioni, cumulo dei contributi e aliquote previdenziali all'insù per lavoratori autonomi: le aspettative deluse dalla Legge di Stabilità



E’ uno dei capitoli più controversi di cui si è discusso per la Legge di Stabilità che si avvia a ricevere il voto definitivo, ma anche quello in cui si è fatto meno. O meglio, meno di quanto sindacati, associazioni e alcune forze politiche stesse pensavano. Diversi sono, infatti, gli emendamenti alla Legge di stabilità sulle pensioni, il problema è che nessuno di questi riguarda effettivamente richieste presentate volte al miglioramento delle attuali condizioni di alcuni pensionati e aspiranti tali.

Fra questi i lavoratori precoci ed usuranti, ‘discriminati’ dall’entrata in vigore della legge Fornero che ha innalzato l’età pensionabile per tutti non prendendo in considerazione le specificità di determinati comprati, come la scuola. Ed ecco nata la questione dei cosiddetti pensionandi di Quota 96, davvero assurda.

E mentre il presidente dell’Inps, Antonio Mastropasqua, ha voluto rassicurare sul fatto che “Non c’è nessun buco da 9 miliardi nella previdenza. E’ solo un’errata rappresentazione contabile che sarebbe meglio modificare proprio per non ingenerare equivoci. Per lo Stato, pagare stipendi o pensioni è solo una partita di giro”, gli emendamenti presentati alla Legge di Stabilità che toccano le pensioni riguardano innanzitutto la rivalutazione dei redditi da pensione più elevati attraverso l'indicizzazione all'inflazione: secondo lo schema presentato, saranno riviste al 95% gli assegni pari a 4 volte il minimo, del 50% le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo e del 40% nel 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016.

Prevista anche la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità. E, infine, sarebbe ancora in discussione la proposta di aumentare le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi: dal 20 al 22% quella del 2014; al 23,5% quella del 2015; al 24% quella del 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il