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Amnistia e indulto carceri 2014: novità con decreto Cancellieri. Situazione rimane complicata

Braccialetto elettronico, misure per extracomunitari, tossicodipendenti e chi ha compiuto reati minori: le carceri si svuotano ma le misure del ministro Cancellieri destano perplessità. Cosa prevedono nel dettaglio



L’approvazione del nuovo decreto carceri non comporta alcun “pericolo per i cittadini”: questo il commento del premier Enrico Letta subito dopo il via libera al pacchetto di misure proposte dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, che ci ha tenuto a precisare “Nessun indulto o indultino”.

Le nuove misure sulle carceri hanno comunque scatenato polemiche per il timore che i delinquenti toornino a girare indisturbati per le strade. Ma così non sarà, come assicurato dall'esecutivo: di fatto il decreto legge è il passo atteso dal governo, mentre spetta al Parlamento pronunciarsi su amnistia e indulto che unito a misure strutturali produrrebbe davvero numeri significativi. Intanto con l’ok al nuovo provvedimento si faranno uscire dalle celle 3mila detenuti in 2 anni: “I numeri dipendono da molte cose, ma credo rispetteremo quest’obiettivo”, assicura il Guardasigilli.

Tra le misure qualificanti del testo, l’innalzamento dello sconto per la liberazione anticipata (misura temporanea che scadrà tra 2 anni), la stabilizzazione dei domiciliari per gli ultimi 18 mesi di pena, l’espulsione al posto degli ultimi due anni di carcere per gli immigrati, l’aumento dell’affidamento in prova ai servizi sociali, l’introduzione del reato di piccolo spaccio di droga con pene minori.

C’è anche il braccialetto elettronico, che viene incentivato, prevedendone comunque l’applicazione solo per i domiciliari, e non anche all’esterno, nei permessi o nell’ affidamento in prova come in fase di elaborazione si era pure ipotizzato. Entrando nel dettaglio delle misure, con il nuovo decreto, lo sconto di buona condotta per la liberazione anticipata passa da 45 a 75 giorni ogni 6 mesi di carcere. La misura, che scatta sempre con l’ok del giudice, avrà valore retroattivo dal gennaio 2010 e varrà 2 anni dall’entrata in vigore della legge.

Produrrà un’uscita anticipata che nel massimo arriva a 6 mesi e per chi vede partire il conteggio dal 2010 interesserà potenzialmente 1.700 persone. A questa quota si aggiunge quella relativa agli sconti più bassi, di pochi mesi o settimane, con ulteriori uscite spalmate nel tempo stimate in circa 7mila: si tratta ovviamente, di persone che usciranno a scaglioni dopo valutazione del giudice, e che sarebbero uscite comunque in tempi rapidi.

Sale, poi, da 3 a 4 anni il tetto di residuo pena da scontare per il quale si può beneficiare dell’affidamento in prova ai servizi sociali. La stima è che riguardi 1000-1500 persone. Per quanto riguarda i domiciliari, la misura che consente di trascorrere a casa gli ultimi 18 mesi di detenzione, che era già stata introdotta in maniera temporanea e sarebbe scaduta il 31 dicembre, si è dimostrata efficace, consentendo, al 30 settembre 2013, la scarcerazione di 12.109 detenuti, e ora diventa stabile. Il decreto stabilisce inoltre che l’uso del braccialetto elettronico vale per la detenzione domiciliare: i magistrati saranno obbligati a stendere delle motivazioni quando non lo adottano perché ritengono il soggetto troppo pericoloso.

Ci sono poi i capitoli extracomunitari e tossicodipendenti: per i primi nel momento di consumo di un reato, le procedure di identificazione dovranno essere avviate subito dopo la carcerazione e sarà potenziata l’espulsione immediata in alternativa agli ultimi due anni di pena per alcuni reati minori; per i secondi si farà più ricorso al’affido terapeutico per i detenuti tossicodipendenti per favorirne la cura nelle comunità di recupero anche in caso di recidiva per reati minori.

Arriva, inoltre, il reato di spaccio lieve con pene da 1 a 5 anni, cioè più basse che per lo spaccio tout court, e multe da 3 a 26mila euro. Il decreto istituisce anche il Garante nazionale dei detenuti, organo indipendente preposto a una tutela extra-giudiziale dei diritti di quanti si trovano ristretti negli istituti penitenziari.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il