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Legge Stabilità Governo Letta approvata e ufficiale, ma critiche per tasse e no crescita economica

Critiche alla Legge di stabilità su taglio tasse: Anci spiega i motivi del malessere. Secondo Confindustria: “l’impatto sulla crescita della Legge di stabilità sarà molto piccolo”



Mentre la Legge di Stabilità sta per ricevere il via libera definitivo, iniziano ad essere sempre più pesanti le critiche alle misure contenute che, tralasciando la questione pensioni, decisamente rimasta aperta nonostante le modifiche proposte, puntano alle tasse e agli aumenti in busta paga. Si pensava a misure che avrebbero fatto tirare un po’ di ossigeno agli italiani ma non sembra sarà così.

Le misure della spending review di Carlo Cottarelli rischiano, infatti, di non portare a conseguenze concrete sulla busta paga degli italiani, poiché un subemendamento ha modificato all’ultimo momento la legge di Stabilità, istituendo un fondo per il taglio del cuneo fiscale, limitato, però, da diversi paletti. Al fondo per il taglio del cuneo è destinato l’ammontare dei risparmi derivanti dalla razionalizzazione della spesa pubblica.

L’emendamento, però, precisa che sarà investito nella riduzione delle tasse soltanto ciò che rimarrà dei proventi della spending review, al netto della quota già considerata nella legge di Stabilità (ovvero 600 milioni nel 2015 e 1,3 miliardi nel 2016 e 2017), e soprattutto al netto delle “risorse da destinare a programmi finalizzati al conseguimento di esigenze prioritarie di equità sociale e di impegni inderogabili”. Nel fondo per il taglio del cuneo confluiranno anche i risparmi derivanti da “misure straordinarie”, come l’accordo con la Svizzera per il rientro dei capitali, e dalla lotta all’evasione fiscale.

Ma anche questa non è una garanzia per le buste paga degli italiani. Tutto ciò suscita “Una certa dose di scetticismo è ragionevole e comprensibile”, come ha detto Filippo Taddei, responsabile economia del Pd, sottolineando la gravità della situazione in cui si trova il Paese, con “una contrazione della crescita incredibile, indice di una situazione molto grave”. Critiche alla manovra arrivano dai sindaci: l’Anci protesta per i tagli previsti dal testo.

“I comuni italiani sono insoddisfatti della legge che sta uscendo dal Parlamento. Si va verso un taglio drastico di risorse a disposizione” e si rivolgono al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per rimarcare il malessere degli amministratori locali. Per il presidente dell'Anci si tratta di “una riduzione di risorse per i comuni di 1 miliardo e mezzo di euro per il 2014”. Critiche alla Manovra anche da Confindustria.

Secondo Luca Paolazzi, direttore del centro studi di Viale dell'Astronomia, l’impatto sulla crescita della Legge di stabilità sarà “molto piccolo, dello 0,1 o 0,2 punti sul Pil del 2014”. Paolazzi aggiunge, inoltre, che nel 2015 la manovra avrà “un effetto restrittivo della stessa entità di quello espansivo del 2014. L'intervento principale proposto è quello sul cuneo fiscale ma le risorse stanziate non sono in grado di incidere significativamente”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il