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Riforma pensioni Governo Letta ultime notizie: voto ufficiale. Modifiche approvate ieri

Svaniscono le speranze di ulteriori interventi richiesti sulle pensioni nella nuova Legge di stabilità. Tante le speranze disilluse. Gli emendamenti previsti e cosa cambierà con voto definitivo



Ieri, giovedì 19 dicembre, il governo ha posto la questione di fiducia sulla Legge di Stabilità approdata in aula alla Camera. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha detto in Aula che la fiducia viene posta al testo approvato dalla Commissione senza emendamenti o subemendamenti aggiuntivi. Oggi, venerdì 20 dicembre, la prima chiama a Montecitorio è prevista alle 12:10 e dopo il voto di fiducia si voteranno gli ordini del giorno, le dichiarazioni di voto e il voto finale alla legge di Stabilità.

La fiducia a Palazzo Madama è prevista per lunedì. Ciò significa che nulla in più potrà essere fatto e questo delude chi attendeva ulteriori interventi sulle pensioni. Nulla, infatti, è stato fatto per le richieste in questi mesi pervenute, come la possibilità di pensione anticipata a 62 anni, invece che a 66, per chi perde il lavoro o è esodato o norme ad hoc per determinate categorie di lavoratori, come precoci e usuranti.

Ma gli unici interventi sulle pensioni contenuti nella Legge di Stabilità riguardano la nuova rivalutazione delle pensioni. E’ stato, infatti, ritoccato il blocco all’indicizzazione prevista in seguito all’aumento del costo della vita, che è stata bloccata nel 2011 con l’entrata in vigore della legge Fornero e che avrebbe dovuto proseguire anche nel 2014.

Secondo il nuovo testo, la mancata indicizzazione viene ridotta per le pensioni sotto i duemila euro, dove si recupera un 5% per effetto delle modifiche arrivate in commissione Bilancio. Nella versione del maxiemendamento che ha ricevuto alcune settimane fa l’ok del Senato, infatti, era prevista, per le pensioni tra 1500 e 2000 euro lordi al mese, una rivalutazione pari al 90% del dovuto.

Ora invece il tetto è stato innalzato al 95%. Salta, dunque, l’indicizzazione completa che tanti pensionati. Un altro emendamento prevede poi la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità; ed è stata avanzata la proposta di aumentare le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi: dal 20 al 22% quella del 2014; al 23,5% quella del 2015; al 24% quella del 2016.

Confermato, infine, il blocco al cumulo da stipendio e pensione, valido per i manager pubblici, che però viene raddoppiato rispetto ai 150mila euro previsti qualche giorno fa: nella versione finale del testo il tetto dovrebbe infatti ammontare a 300mila e sarà valido per chi riceve vitalizi per cariche pubbliche svolte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il