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Precoci e usuranti delusi: le modifiche richieste alle pensioni non sono state considerate e gli unici interventi previsti nella Legge di Stabilità toccano rivalutazione e cumulo dei contributi. La situazione



Nessuna modifica prevista per precoci ed usuranti, nonostante in questi ultimi mesi si siano susseguite richieste di cambiamenti per queste categorie di lavoratori, soprattutto circa la possibilità per loro, a causa di lavori pensantissimi svolti magari sin dalla giovane età di andare in pensione con le vecchie regole in vigore prima della nuova legge Fornero.

Anche se bisognerebbe riconsiderare molte questioni per rimettere in equilibrio il nostro sistema previdenziale. Non solo, dunque, permettere ad alcuni l’uscita anticipata dal lavoro, come, per esempio, la possibilità di lasciare prima, a 62 anni invece che a 66, per chi perde il lavoro o è esodato, ma anche interventi che possano ritoccare all’insù il valore degli assegni dei pensionati.

L’ultima fotografia dell’Eurostat in merito è infatti impietosa: ne emerge che quasi la metà dei pensionati Inps, per la precisione il 45,2%, riceve una pensione inferiore a 1.000 euro al mese. Inoltre, secondo un'analisi di Confesercenti che ha preso in esame le pensioni comprese tra 1,5 e 3 volte il trattamento minimo, che corrispondono a un importo lordo tra 9.661 e 19.322 euro all'anno (cioè tra 700 e 1.200 euro netti circa al mese), in questa fascia di reddito, il peso dell'irpef (l'imposta sulle persone fisiche, comprese le addizionali) varia tra un minimo del 9,17% per chi guadagna meno e arriva sino al 20,7% per chi riceve invece un assegno Inps un pò più alto.

La situazione per l’Italia appare drammatica soprattutto se si considera che in Germania, per esempio, nella medesima fascia di reddito le pensioni sono praticamente esentasse. Nonostante questa situazione ai limiti dell’allarmante, la Legge di Stabilità, ormai in prossimità di ricevere il voto definitivo, prevede esclusivamente, per le pensioni, la rivalutazione dei redditi da pensione più elevati attraverso l'indicizzazione all'inflazione, per cui saranno riviste al 95% gli assegni pari a 4 volte il minimo, del 50% le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo e del 40% nel 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016.

Altro emendamento presentato qualche giorno fa dal Pd prevede la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità.

Nel testo si legge che ‘può essere esercitata per la liquidazione del trattamento pensionistico di vecchiaia, di anzianità e la liquidazione del trattamento pensionistico per la pensione anticipata dei trattamenti per inabilità e ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione’. Infine, vi è la proposta di aumentare le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi: dal 20 al 22% quella del 2014; al 23,5% quella del 2015; al 24% quella del 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il