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Legge di Stabilità Governo Letta:voto ufficiale e approvazione lunedì. Ma già decreto per modifiche

Oggi 20 dicembre alla Camera il voto di fiducia. Presentati ultimi emendamenti. I sindaci contro la manovra e critiche anche da Confindustria: la nuova Legge di Stabilità non soddisfa



Legge di stabilità sulla strada del voto definitivo: oggi, venerdì 20 dicembre, alle 10:30 cominceranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul ddl stabilità e alle 12:10 inizierà la prima chiama. Dopo il voto di fiducia si voteranno gli ordini del giorno, le dichiarazioni di voto e il voto finale alla legge di Stabilità.

Dopo il consiglio dei ministri lampo per l'approvazione della nota di variazione di bilancio, ci sarà il voto finale sul ddl bilancio. Le dichiarazioni di voto sul ddl bilancio sono state fissate per sabato alle ore 12 in diretta tv. L'Aula del Senato è chiamata invece a pronunciarsi sulla fiducia alla legge di Stabilità lunedì prossimo, 23 dicembre.

La chiama dei senatori è prevista per le 15. Questo quanto ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, secondo quanto riferito dal vicepresidente Maurizio Gasparri (Fi). Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, ha spiegato che la fiducia viene posta sul testo approvato dalla Commissione.

Ma, secondo  Massimo Enrico Corsaro, deputato di Fratelli d'Italia, “Oggi siamo chiamati a votare la fiducia non su una legge di stabilità, ma su una vecchia legge finanziaria, alla quale si sono assommate cinque o sei leggi-mancia, palesemente illegittima”. Ancora più duro il commento del M5S: “Letta mette la fiducia sulla legge di Stabilità per salvare tutte le marchette e per tutelare le lobby .

Questo governo si affida agli strumenti tipici della vecchia politica, mettendo ancora una volta la fiducia sulla legge di Stabilità. Ci sarebbe stata l'occasione per migliorare un provvedimento fondamentale per il nostro Paese, ma la maggioranza delle larghe intese ha deciso di non farlo”. E intanto monta la rivolta dei Comuni. Il motivo?

I pesanti tagli inflitti dalla manovra. L'Anci, l'associazione dei comuni italiani, ha chiesto un incontro a Giorgio Napolitano “per manifestare nel modo più formale ed autorevole il profondo disagio di migliaia di sindaci e amministratori locali”.  Il presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha puntato il dito su una legge che “configura, in particolare per quanto riguarda la Iuc, una secca ed inaccettabile riduzione delle risorse a disposizione dei Comuni con gravi ed inevitabili conseguenze sulla erogazione dei servizi ai cittadini e sulle condizioni di vita di milioni di persone e di famiglie”.

E critiche arrivano anche da Confindustria. Secondo Luca Paolazzi, direttore del centro studi di Viale dell'Astronomia, l'impatto sulla crescita della Legge di stabilità sarà molto piccolo, dello 0,1 o 0,2 punti sul Pil del 2014. “L'intervento principale proposto è quello sul cuneo fiscale ma le risorse stanziate non sono in grado di incidere significativamente”.

Rincara il presidente di Confindustria Squinzi: il suo giudizio sulla legge di stabilità “non è certamente positivo, si è ricalcato un metodo del passato nel redistribuire le risorse”. Squinzi ha quindi spiegato che “qualche elemento positivo c'è ma certamente non è quello che ci aspettavamo e pensiamo che non sia sufficiente per far ripartire il Paese”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il