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Indulto e Amnistia carceri: nuovi contrari e favorevoli per 2014. E su Decreto Cancellieri criitche

Decreto carceri e riforma processo civile: le critiche alle nuove misure del ministro della Giustizia Cancellieri. Scettici gli avvocati sulle novità dei processi in sede civile. I motivi



Il governo vara il nuovo decreto carceri che prevede nuove misure per risolvere il problema del sovraffollamento delle strutture carcerarie, sull'uso del braccialetto elettronico, istituisce il reato di piccolo spaccio e misure per extracomunitari e tossicodipendenti. Nonostante il ministro della Giustizia, anna Maria Cancellieri, abbia sostenuto che non si tratta di “indulti o indultini”, piovono ancora polemiche sulla questione amnistia e indulto. “Amnistia e indulto, da soli, non bastano a risolvere le criticità del settore carceri.

Quello che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena”, ha affermato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), sul decreto legge varato dal Governo. Saranno, infatti, meno di 3 mila i detenuti in possesso dei requisiti necessari per uscire dai penitenziari, un numero inconsistente rispetto agli oltre 64 mila detenuti oggi.

Secondo Capece, “Ogni tanto si varano provvedimenti che impropriamente si definiscono svuota-carceri ma la realtà è che la situazione di affollamento dei penitenziari e' sempre drammaticamente grave, a danno del lavoro dei poliziotti penitenziari. La realtà oggettiva è che le carceri restano invivibili, sia per chi è detenuto, sia per chi ci lavora”. I dati confermano che nel 2009, i detenuti in Italia erano 64.791 e, nonostante tre leggi presunte svuota-carceri, i detenuti oggi sono 64.047.

Favorevole all’amnistia il senatore di Forza Italia e presidente della Commissione giustizia del Senato Francesco Nitto Palma, che ha detto: “Io parteciperà alla Marcia di Natale. La marcia per l'amnistia è utile, positiva, importante, perché serve a sottolineare un problema enorme, già evidenziato dal Presidente della Repubblica. Anche i provvedimenti che vengono varati e che si immaginano in questi giorni non risolvono il problema e sembra servano solo a bypassare il problema più grave”.

A non convincere anche la riforma del processo civile: scettici gli avvocati. L’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana boccia la linea del governo per abbattere la durata dei processi in sede civile, vero fardello della giustizia italiana. Secondo l’organismo, il ddl non produrrebbe altro che “maggiori spese e ostacoli per i cittadini, meno responsabilità per i magistrati”. Il presidente Nicola Marino, sottolinea come la riforma proposta dal governo “È un passo indietro, sempre nella direzione della rottamazione della nostra giustizia civile”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il