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Misure di razionalizzazione per contenere la spesa pensionistica, contributo di solidarietà sulle pensioni di importo elevato e limitazione della rivalutazione dei trattamenti pensionistici: le novità pensioni della Legge di Stabilità


Diverse le novità pensioni contenute nella nuova Legge di stabilità, ma poche quelle che effettivamente soddisfano le richieste, forse quasi nulle. Nulle perché, nonostante gli interventi previsti, non figurano quelli spesso ribaditi da sindacati e associazioni  e alcune forze politiche, per lavoratori precoci, usuranti, o per un’uscita anticipata dal lavoro, a 62 anni, invece che a 66, per chi perde il lavoro o è esodato.

Con l’approvazione della nuova Legge di Stabilità le modifiche in tema di pensioni riguardano misure di razionalizzazione volte a contenere la spesa pensionistica, quali il contributo di solidarietà sulle pensioni di importo elevato e la limitazione della rivalutazione dei trattamenti pensionistici.

Si parte dalla rivalutazione dei redditi da pensione più elevati attraverso l'indicizzazione all'inflazione, per cui saranno riviste al 95% gli assegni pari a 4 volte il minimo, del 50% le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo e del 40% nel 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016.

Toccheranno poi la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità. Il provvedimento reca anche una norma concernente le gestioni previdenziali obbligatorie facenti capo ad enti previdenziali di diritto privato, al fine di specificare che gli atti e le deliberazioni adottati dagli enti ed approvati dai Ministeri vigilanti prima del primo gennaio 2007, a condizione che essi siano intesi ad assicurare l’equilibrio finanziario di lungo termine delle gestioni previdenziali; e stanzia 40 milioni di euro annui per il biennio 2014-2015, per l’istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, ai fini del rimborso delle trattenute operate in base al contributo di perequazione sui trattamenti pensionistici di importo elevato, dichiarato illegittimo dalla sentenza della Corte costituzionale.

Via libera anche al contributo di solidarietà per le pensioni di importi elevati. Il contributo sarà del 6% per parte eccedente l’importo superiore a quattordici volte il trattamento minimo I.N.P.S; del 12% per la parte eccedente venti volte il trattamento stesso e del 18% per la parte eccedente l’importo di trenta volte il medesimo.

 




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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il 24/12/2013 alle ore 10:41