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Amnistia, indulto carceri: novità della settimana Governo Letta per 2014. Il punto della situazione

Approvato i settimana il decreto carceri: cosa prevedono le misure del ministro Cancellieri. Intanto è polemica su amnistia e indulto. Contrario il neo segretario del Pd Matteo Renzi



E' stato approvato questa settimana  il decreto carceri con le misure proposte dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Tra le novità previste, l'innalzamento dello "sconto" per la liberazione anticipata (misura temporanea che scadrà tra 2 anni), la stabilizzazione dei domiciliari per gli ultimi 18 mesi di pena, l'espulsione al posto degli ultimi due anni di carcere per gli immigrati, l'aumento dell'affidamento in prova ai servizi sociali, l'introduzione del reato di piccolo spaccio di droga con pene minori.

C'è, appunto, anche il braccialetto elettronico, che viene incentivato, prevedendone comunque l'applicazione solo per i domiciliari, e non anche all'esterno, nei permessi o nell’affidamento in prova come in fase di elaborazione si era pure ipotizzato. Per quanto riguarda la liberazione anticipata, si amplia il beneficio dell'aumento dei giorni di detenzione (da 60 a 75) per ciascun semestre di pena espiata.

L'applicazione retroattiva “comporta una contenuta anticipazione di una uscita che si verificherebbe comunque in tempi brevi”. Non si tratta di una misura automatica e non si determina una liberazione immediata (in massa) di un numero rilevante di detenuti, ma è spalmata nel tempo e comunque sottoposta alla rivalutazione del giudice che deve verificare il corretto comportamento dei detenuti. Per i piccoli spacciatori di droga, viene poi istituito il reato di spaccio lieve che permette il recupero e la cura dei tossicodipendenti.

Con l’approvazione di questo nuovo decreto, inoltre, il governo intende inoltre rendere ‘più efficace l'identificazione dei detenuti stranieri che negli ultimi due anni di pena possono essere espulsi, dietro parere del magistrato di sorveglianza, una misura che potrebbe portare all'espulsione di parecchi stranieri. Ma sulla ‘scarcerazione’ di 3mila detenuti, ed altri che potrebbero arrivarne, è timore, perché sono molti i cittadini che pensano che il ritorno nella società di criminali possa creare problemi.

Ma il ministro Cancellieri ha sostenuto che non si tratta di “indulti o indultini”. Intanto sulla questione amnistia e indulto è polemica, fra chi non la approva, come la Lega e il neo segretario del Pd, Matteo Renzi, e chi ritiene invece “Amnistia e indulto, da soli, non bastano a risolvere le criticità del settore carceri. Quello che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena”, ha affermato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), sul decreto legge varato dal Governo. Saranno, infatti, meno di 3 mila i detenuti in possesso dei requisiti necessari per uscire dai penitenziari, un numero inconsistente rispetto agli oltre 64 mila detenuti oggi.

“La realtà oggettiva è che le carceri restano invivibili, sia per chi è detenuto, sia per chi ci lavora”. Favorevole all’amnistia il senatore di Forza Italia e presidente della Commissione giustizia del Senato Francesco Nitto Palma, che ha detto: “Io parteciperà alla Marcia di Natale. La marcia per l'amnistia è utile, positiva, importante, perché serve a sottolineare un problema enorme, già evidenziato dal Presidente della Repubblica. Anche i provvedimenti che vengono varati e che si immaginano in questi giorni non risolvono il problema e sembra servano solo a bypassare il problema più grave”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il