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Decreto Province 2013-2014 Governo Letta: novità e misure ufficiali. Abolizione non subito.

Via libera dalla Camera al ddl province: Brunetta “Il disegno di legge sulle province si può definire a tutti gli effetti una vera e propria legge truffa. Diversi il parere del ministro Delrio. Le novità



Via libera dalla Camera al ddl province: i sì sono stati 277, i no 11, gli astenuti 7. Hanno votato a favore Pd, Nuovo centrodestra, Scelta civica, Per l’Italia; contro Lega e Sel; M5S non ha partecipato al voto. Il provvedimento deve passare adesso all’esame del Senato.

Secondo Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, “Il disegno di legge sulle province si può definire a tutti gli effetti una vera e propria legge truffa. Questa nuova legge non abolisce le province, ma crea enti di secondo livello: di fatto trasforma le province in enti di area vasta, li sottrae alla rappresentanza democratica, escludendo ogni tipo di elezione diretta, con l’obiettivo di rendere le nuove province e le nuove città metropolitane assemblee monocolore di sinistra”.

Secondo, invece, il ministro per gli affari regionali Graziano Delrio, “Dopo tanti anni di attesa, un passo avanti enorme per semplificare i livelli amministrativi del paese ed essere più vicini a cittadini e imprese”. Delrio elenca i punti salienti del decreto e parla delle “9 città metropolitane, dopo trent’anni, per dare slancio alla crescita del paese; per la prima volta non ci saranno le elezioni provinciali e, in attesa del disegno costituzionale di abolizione, le province si riducono a enti leggeri con poche funzioni, molto utili ai comuni; i piccoli comuni potranno lavorare più facilmente insieme, nelle unioni, con meno burocrazia e più autonomia; si lavora alla soppressione di centinaia di enti impropri e inutili e si inizia la riorganizzazione dello Stato”.

Per il presidente dell’Upi, Antonio Saitta, “Il provvedimento non solo non produrrà risparmi, ma porterà a un aumento certo della spesa pubblica e all’ennesimo prolificare di enti strumentali e agenzie regionali”. Con il ddl sul riordino di Città metropolitane, Province, unioni e fusioni di Comuni, per la prima volta non ci saranno le elezioni provinciali e, in attesa del disegno costituzionale di abolizione, le Province verranno commissariate.

Nascono anche nove città metropolitane, Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, e una decima, Reggio Calabria, si aggiungerà tra un paio d'anni. Le Province commissariate nel 2014 saranno Alessandria, Arezzo, Ascoli Piceno, Bari, Barletta Andria Trani, Bergamo, Bologna, Brescia, Chieti, Cosenza, Cremona, Crotone, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Grosseto, Isernia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno, Matera, Milano, Modena, Monza e della Brianza, Napoli, Novara, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Venezia, Verbano Cusio Ossola, Verona. E quelle commissariate dal 2013 Avellino, Benevento, Catanzaro, Foggia, Frosinone, Massa Carrara, Rieti, Taranto, Varese.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il