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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: Legge Stabilità modifiche ufficiali

Cosa cambia per le pensioni con la nuova Legge di Stabilità: dalla rivalutazione, al contributo di solidarietà per quelle più elevate, al cumulo. Le misure



Si auspicavano ulteriori interventi sulle pensioni ma alla fine nulla di quanto sperato è stato fatto; la Legge di Stabilità, infatti, in merito alle pensioni, contiene pochi interventi di quelli previsti, come la possibilità di pensione anticipata a 62 anni, invece che a 66, per chi perde il lavoro o è esodato o norme ad hoc per determinate categorie di lavoratori, come precoci e usuranti.

E’ stato, però, ritoccato il blocco all’indicizzazione prevista in seguito all’aumento del costo della vita, che è stata bloccata nel 2011 con l’entrata in vigore della legge Fornero e che avrebbe dovuto proseguire anche nel 2014. Secondo il nuovo testo, la mancata indicizzazione viene ridotta per le pensioni sotto i duemila euro, dove si recupera un 5% per effetto delle modifiche arrivate in commissione Bilancio. Nella versione del maxiemendamento che ha ricevuto alcune settimane fa l’ok del Senato, infatti, era prevista, per le pensioni tra 1500 e 2000 euro lordi al mese, una rivalutazione pari al 90% del dovuto.

Ora invece il tetto è stato innalzato al 95%. Salta, dunque, l’indicizzazione completa che tanti pensionati. Altre modifiche toccheranno poi la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità.

Il provvedimento reca anche una norma concernente le gestioni previdenziali obbligatorie facenti capo ad enti previdenziali di diritto privato, al fine di specificare che gli atti e le deliberazioni adottati dagli enti ed approvati dai Ministeri vigilanti prima del primo gennaio 2007, a condizione che essi siano intesi ad assicurare l’equilibrio finanziario di lungo termine delle gestioni previdenziali; e stanzia 40 milioni di euro annui per il biennio 2014-2015, per l’istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, ai fini del rimborso delle trattenute operate in base al contributo di perequazione sui trattamenti pensionistici di importo elevato, dichiarato illegittimo dalla sentenza della Corte costituzionale.

Via libera anche al contributo di solidarietà per le pensioni di importi elevati. Il contributo sarà del 6% per parte eccedente l’importo superiore a quattordici volte il trattamento minimo I.N.P.S; del 12% per la parte eccedente venti volte il trattamento stesso e del 18% per la parte eccedente l’importo di trenta volte il medesimo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il