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Pensioni lavori usuranti e precoci Governo Letta: Legge di stabilità. Modifiche ufficiali

Ieri voto definitivo sulla Lehhe di Stabilità: nessun intervento specifico previsto per lavoratori precoci e usuranti e tante questioni ancora aperte. Cosa cambia davvero?



Ieri ,lunedì 23 dicembre, la nuova Legge di Stabilità ha ricevuto il voto definito per la sua approvazione e, contrariamente alle aspettative, non contiene alcuna modifica per precoci ed usuranti, nonostante in questi ultimi mesi si siano susseguite richieste di cambiamenti per queste categorie di lavoratori, soprattutto circa la possibilità per loro, a causa di lavori pensantissimi svolti magari sin dalla giovane età di andare in pensione con le vecchie regole in vigore prima della nuova legge Fornero.

Cancellate anche la possibilità di lasciare prima, a 62 anni invece che a 66, per chi perde il lavoro o è esodato, e interventi per ritoccare all’insù il valore degli assegni dei pensionati. Provvedimento che sarebbe stato necessario considerando che dagli ultimi dati Eurostat è emerso che quasi la metà dei pensionati Inps, per la precisione il 45,2%, riceve una pensione inferiore a 1.000 euro al mese.

Inoltre, secondo un'analisi di Confesercenti che ha preso in esame le pensioni comprese tra 1,5 e 3 volte il trattamento minimo, che corrispondono a un importo lordo tra 9.661 e 19.322 euro all'anno (cioè tra 700 e 1.200 euro netti circa al mese), in questa fascia di reddito, il peso dell'irpef (l'imposta sulle persone fisiche, comprese le addizionali) varia tra un minimo del 9,17% per chi guadagna meno e arriva sino al 20,7% per chi riceve invece un assegno Inps un pò più alto.

La Legge di Stabilità, per le pensioni, prevede, invece, solo la rivalutazione dei redditi da pensione più elevati attraverso l'indicizzazione all'inflazione, per cui saranno riviste al 95% gli assegni pari a 4 volte il minimo, del 50% le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo e del 40% nel 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016.

Prevista anche la possibilità di cumulare i versamenti dei periodi contributivi non coincidenti per avere un'unica pensione di vecchiaia o anzianità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il