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Mini Imu 2013-2014: modfiche e novità con nuovo decreto Governo Letta di fine anno

Pagamento mini Imu in programma il prossimo 24 gennaio ma in arrivo nuovo decreto a fine anno con alcune novità. Cosa prevederà e cosa potrebbe cambiare rispetto alle misure attuali



Dovrebbe arrivare per la fine dell’anno la proposta di correzione delle detrazioni dall’imponibile Tasi, andando così a modificare quanto previsto per il pagamento della mini Imu. La misura dovrebbe colmare, negli intenti del governo, il deficit di 1,2 miliardi che i Comuni hanno accumulato, anche per effetto delle ultime novità apportate dal governo, ovviamente in primis nella legge di stabilità.

Ci dovrebbe, infatti, essere un altro provvedimento prima della fine dell’anno, un decreto in cui sarà rivista la flessibilità delle aliquote per le detrazioni alle famiglie: 500 milioni già ci sono con la Legge di Stabilità ma si arriverebbe a 1,2-1,3 miliardi. Intanto al momento, è slittato dal 16 al prossimo 24 gennaio 2014 il pagamento della cosiddetta mini Imu, versamento cui saranno chiamati i proprietari di prime abitazioni se residenti in quei comuni dove si è deciso per il 2013 di aumentare l’aliquota rispetto a quella di base prevista dalla legge, cioè il 4 per mille.

Nonostante, dunque, l’Imu sulle prime case sia stata cancellata, i possessori di prime case residenti nei Comuni che nel 2013 hanno innalzato l’aliquota base prevista dalla legge (il 4 per mille del valore catastale) dovranno versare una mini-Imu. Per calcolare quanto si deve pagare, bisogna individuare la base imponibile, che è data dalla rendita catastale rivalutata al 5% e poi moltiplicata per il coefficiente moltiplicatore che è 160 per l’abitazione principale.

All’importo ottenuto bisognerà aggiungere l’aliquota al 4 per mille e quella decisa dal singolo comune, considerando anche le detrazioni per la prima casa (200 euro) e per eventuali figli conviventi minori di anni 26 ( 50 euro per ogni figlio). Ottenuto il calcolo, si dovrà vedere la differenza tra l’aliquota Imu decisa al rialzo dal comune e quella al 4 per mille. Il contribuente dovrà versare proprio la differenza al 40%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il