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Fiat compra Chrysler: commenti e previsioni analisti su acquisizione. I pro e contro

“Aspetto questo giorno sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler” così il presidente di Fiat, John Elkann. L’intesa Fiat-Chrysler. Cosa prevede e analisi esperti



Chrysler perde le stelle e strisce e si veste del tricolore: la Fiat italiana ha infatti comprato la casa americana e Piazza Affari ha chiaramente promosso l'accordo di Fiat. “La Fiat sale al 100% di Chrysler e diventa un costruttore globale di auto”: Sergio Marchionne annuncia così l'intesa raggiunta con Veba per l'acquisizione del 41,5% che ancora mancava al Lingotto per completare il controllo.

“Aspetto questo giorno sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler” ha detto il presidente di Fiat, John Elkann, commentando l'intesa. Essa prevede una erogazione straordinaria che Chrysler pagherà a tutti i soci, per un totale pari a circa 1,9 miliardi di dollari. Fiat pagherà in cash, invece, l'altra parte, 1,75 miliardi di dollari, e lo farà utilizzando la liquidità disponibile: non è previsto infatti un aumento di capitale da parte del Lingotto, che quindi non chiederà risorse ai soci per salire al 100% del gruppo.

Fiat, dunque, acquisterà il 41,5% di Chrysler pagando 3,65 miliardi di euro, a cui poi vanno aggiunti altri 700 milioni di euro spalmati in 4 anni fino ad arrivare a un esborso complessivo di 4,35 miliardi. La casa italiana finanzierà l’intera operazione con risorse disponibili. La transazione dovrebbe chiudersi entro il 20 gennaio prossimo e aprirà le porte alla fusione Fiat Chrysler e alla successiva possibile quotazione anche a Wall Street.

“L'accordo con Fiat per Chrysler era il miglior risultato possibile. L'intesa è nel miglior interesse per i pensionati e le loro famiglie, per le quali il fondo offre servizi vitali di sanità” ha detto Robert Naftaly, presidente del comitato che guida il Veba, il fondo che fa capo al United Auto Workers (Uaw).

Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha detto: “L'acquisizione della Chrysler da parte del gruppo Fiat mi pare un fatto di grande rilevanza, anche in ragione delle sinergie possibili e auspicabili sui mercati mondiali, oltre che per il riposizionamento della multinazionale rispetto alle case costruttrici concorrenti. Ma dopo questo importante passaggio che definisce l'assetto proprietario  è indispensabile che Fiat dica cosa intende fare nel nostro Paese, come gli stabilimenti italiani possano trovare la loro collocazione produttiva nel gruppo, così come auspichiamo che la direzione dell'impresa, intendendo con questo la direzione strategica e la progettazione, resti italiana e mantenga una presenza qualificata in Italia. Ed è ora altrettanto indispensabile sapere su quali mercati Fiat intende competere e posizionarsi”.

Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, l'accordo con cui tutta Chrysler passa alla Fiat “E' un evento storico. Finalmente avremo una società globale in grado di reggere i prossimi decenni sul mercato automobilistico mondiale. Un'azienda forte, solida dal punto di vista finanziario avrà risorse per investire anche in Italia, vendere su tutti i mercati e garantire tutti i posti di lavoro”.

Diverse le posizioni di analisti ed esperti sul nuovo accordo: Intermonte parla di intesa positiva ed elimina l’incertezza su una possibile Ipo di Chrysler su cui pure si era tanto parlato nei mesi scorsi, quando Fiat e Veba sembravano lontanissimi da un accordo. Gli analisti confermano quindi il rating ‘molto interessante’ portando il target price a 7,5 euro da 6,8 euro.

Equita parla di accordo positivo e porta il prezzo obiettivo su Fiat a 7,9 euro e anche Kepler Cheuvreux ha promosso il prezzo obiettivo da 4,4 a 5 euro. Banka Akros ha, invece, portato il rating su Fiat a buy dal precedente accumulate con target che passa a 7,5 da 6,2 euro e Citi parla di accordo innovativo alla luce della scarsa richiesta di liquidità per il Lingotto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il