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Conti deposito 2014: bollo e tasse. Aumento. Come cambia nel 2014 calcolo

La nuova Legge di stabilità ha definito un aumento dallo 0,15% del 2013 allo 0,2% del 2014 dell’imposta di bollo sui conti deposito, crescita che si accompagna però alla cancellazione dell'importo minimo di 34,20 euro. Novità



In questo nuovo 2014 nuove tasse peseranno sui conti deposito, ancora oggi considerati strumenti di investimento privilegiati dagli italiani, perché comunque sempre sicuri e capaci di garantire rendimenti. A stabilire un aumento delle spese di bollo per i prodotti finanziari, a partire dai conti deposito, è la nuova Legge di Stabilità.

Se, infatti, con l’ex governo Monti l’imposta di bollo su tali prodotti era già salita dallo 0,10% allo 0,15% annuo, con la nuova Legge di Stabilità sale ancora dallo 0,15% allo 0,20%, sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro. Significa una stangata del 33% dell’imposta.

Ma per i conti deposito l'imposta di bollo è stata abolita per alcuni risparmiatori per l'importo minimo di 34,20 euro e questo insieme all’aumento della stessa si accompagna al contestuale passaggio del tetto massimo da 4.500 a 14mila euro per gli investimenti di soggetti diversi da persone fisiche (è il caso, per esempio, delle imprese).

Nonostante questo ulteriore rialzo, i conti deposito continuano ad essere ritenuti prodotti sicuri, perché assicurati dal fondo interbancario di tutela dei depositi, ma, considerando la nuova stangata, la banca avrà il diritto di cambiare i contratti, comunicando però al cliente la proposta unilaterale di modifica.

A quel punto però il cliente, entro 60 giorni dalla ricezione di tale comunicazione, potrà decidere se recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura ottenendo, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

Secondo l'articolo 118 del Testo Unico Bancario, ‘qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula ‘Proposta di modifica unilaterale del contratto’, con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente.

La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tale caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate’.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il