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Carceri indulto e amnistia 2014: novità nuovo anno possibili dopo Decreto Governo Letta

Dopo decreto svuota-carceri approvato lo scorso dicembre si attendono novità su indulto e amnistia da tanti richiesti e da tanti ostacolati. La parola spetta al Parlamento



Entro maggio l'Italia deve rientrare nei parametri di accoglienza dignitosa nelle carceri previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e la Costituzione italiana. La Corte Europea ha, infatti, condannato l'Italia per condizioni degradanti nelle carceri e il messaggio alle Camere del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell'8 ottobre scorso in cui il Capo dello Stato ha chiesto a deputati e senatori di intervenire con indulto e amnistia.

E sulla questione si è aperto un dibattito tra i partiti e polemiche tra diversi esponenti della politica stessa, che mostrano posizioni controverse in merito. Diversi partiti propongono la modifica delle leggi ex Cirielli sulla prescrizione, la Bossi-Fini sull'immigrazione irregolare e la Fini-Giovanardi sulle droghe leggere.

Il governo è intervenuto nel 2013 già con due decreti legge nel tentativo di alleggerire il sovraffollamento carcerario ma la situazione non è cambiata; permangono in tanti casi situazioni degradanti per i detenuti. A giugno il consiglio dei ministri ha approvato un primo decreto legge che ha introdotto meno automatismi nell'ingresso in carcere con l'obiettivo di favorire l'uscita dei detenuti di non elevata pericolosità sociale e di ampliare l'affidamento ai servizi sociali e i lavori di pubblica utilità per i detenuti e altre misure alternative al carcere; mentre il 18 dicembre è stato approvato il nuovo decreto legge cosiddetto ‘svuota carceri’ che prevede arresti domiciliari, rimpatri dei detenuti stranieri e uscite anticipate, l'uso del braccialetto elettronico, e introduce il reato di cosiddetto spaccio lieve per il reinserimento di tossicodipendenti e istituisce il Garante nazionale dei detenuti.

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha annunciato 10.000 nuovi posti detentivi in strutture adeguate entro il 2015; mentre c’è chi continua a invocare provvedimenti di indulto e amnistia su cui però solo il Parlamento potrà pronunciarsi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il