BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Obbligazioni Emergenti 2014: le migliori secondo gli analisti. Previsioni

Nigeria, Sri Lanka, Kenya, Bangladesh, Serbia: i cinque mercati più promettenti del 2014 secondo un’analisi di Global Evolution. Come crescono, cosa offrono e previsioni



Lo scorso settembre hanno iniziato una grande ripresa le obbligazioni dei paesi emergenti, dopo un lungo periodo di oscillazioni e la ripresa di settembre sarebbe stato già un segnale di vitalità, ma non ancora di piena guarigione.

Gli analisti hanno spiegato: “Siamo convinti che la crescita di lungo periodo delle economie emergenti, recentemente ridotta nelle stime del Fondo monetario internazionale dal 5,3% al 5% per il 2013 e su valori analoghi per gli anni successivi, rimanga uno dei principali elementi a sostegno dell'investimento di lungo periodo sia sulle azioni che sulle obbligazioni”.

Come riportato dal Sole24Ore, nei mesi scorsi molte case d'investimento, compresa Ubs, selezionavano per la propria clientela un paniere di obbligazioni sovrane emesse in dollari Usa da Brasile, Russia e Sud Africa con valutazione investment grade (rating Standard & Poor's BBB o superiore), dunque pari a quelle italiane.

Oggi, secondo un’analisi di Global Evolution, sarebbero cinque i mercati più promettenti’: si parte dal Bangladesh, che ha imboccato un sentiero di sviluppo stabile con una crescita media attorno al 6,2% annuo. La stabilità è legata a una struttura economica sostenuta dai consumi interni, che valgono il 75% del Pil e questo mette il Paese relativamente al riparo dai fattori esterni. Il Bangladesh ha inoltre un significativo vantaggio competitivo legato al ridotto costo del lavoro. C’è poi il Kenya, che ha mostrato una buona solidità nel 2013, con una crescita vicina al 5%, e che dovrebbe migliorare ulteriormente quest'anno.

La crescita sarà probabilmente rafforzata dall'espansione del settore agricolo, dallo sviluppo delle infrastrutture e da stimoli legati alla politica monetaria, e la recente scoperta del petrolio potrebbe essere l’asso nella manica.

Bene anche Nigeria e Sri Lanka: la prima detiene un quarto delle attuali riserve petrolifere dell'Africa e più di un terzo di quelle di gas naturale e ha un ampio potenziale agricolo: secondo la Fao, 74,5 milioni di ettari, circa l'80% del territorio nigeriano sono classificati come coltivabili; la seconda, con la fine della guerra civile che finora ha tenuto lontani i capitali stranieri dal Paese, potrebbe tornare a crescere con un nuovo flusso di investimenti dall'estero e favorire quindi la ripresa.

E c'è, infine, la Serbia, la cui convergenza verso l'Unione europea potrebbe garantire un apprezzamento reale del cambio, un'inflazione bassa, tassi più bassi e una crescita nel complesso più sostenuta.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il