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Pensioni Governo Letta ultime notizie: punto situazione ultime settimane dopo Legge di Stabilità

Rivalutazione pensioni e sistema calcolo, contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro ma misure che non servono a rimettere in sesto il nostro sistema previdenziale. Situazione e richieste



Approvata ufficialmente la nuova Legge di Stabilità, sono diverse le proposte in materia di pensioni che non sono state considerate, a partire dalla richiesta di norme ad hoc per lavoratori precoci e usuranti, alla pensione anticipata, a 62 anni, invece che a 66, per chi perde il lavoro o è esodato.

La nuova Legge di Stabilità prevede che per le pensioni fino a tre volte il minimo viene garantita la rivalutazione del 100%; fino a quattro volte il minimo sono rivalutate al 95%; l'indicizzazione scende col salire dell'assegno. L'aumento della rivalutazione delle pensioni passa, dunque, dal 90 al 95% per gli assegni superiori a 3 volte e pari o inferiori a 4 volte la minima (quindi tra i 1500 e i 2mila euro). L'indicizzazione sarà, invece, del 50% per i trattamenti superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte l'assegno minimo.

Prevista, inoltre, una indicizzazione al 40% nel 2014 per le pensioni 6 volte sopra la minima e deel 45% per il biennio 2015-16. Vengono poi stanziati 950 milioni dal 2014 al 2020 per altri 17.000 esodati di sei diverse categorie.

Previsto poi, sulle pensioni d'oro, un contributo di solidarietà per le pensioni elevate e più precisamente del 6% per la parte eccedente i 90.168,26 euro annui; del 12% oltre i 128.811,80 euro; e del 18% per la parte eccedente i 193.217,70 euro annui. Non potranno, inoltre, essere cumulati, oltre l'importo di 303.000 euro l'anno, pensioni e stipendi da incarichi pubblici. Infine, gli Organi Costituzionali con autogoverno finanziario, il Parlamento e le Regioni, dovranno istituire un contributo di solidarietà sui vitalizi.

Eppure le misure approvate non soddisfano quanti avevano richiesto altri tipi di modifiche all’attuale sistema previdenziale che presenta lacune e problemi.

Secondo analisi, Ocse e Corte dei Conti, il sistema italiano delle pensioni dovrebbe essere rivisto, a partire dal valore degli assegni corrisposti, troppo bassi rispetto a quelli corrisposti in altri Paesi, alle tasse che gravano sui pensioni, e che, sempre rispetto ai colleghi europei, sono invece troppo pesanti.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il