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Spread Btp-Bund: sotto 200 punti calo. Previsioni 2014. Può scendere fino a 150-120, ma ostacoli

Spread in discesa: situazione e previsioni analisti. L'obiettivo è scendere sotto quota 200 punti base, traguardo alla portata dell'Italia che dovrà fare la differenza con le manovre di Governo



E’ sceso vertiginosamente nelle ultime settimane del 2013 ormai alle spalle lo spread fra Btp italiano e Bund tedesco, che ha raggiunto minimi dall'inizio di luglio del 2011. E l’attenzione è tutta puntata sulla decisione della Fed di avviare il tapering o meno.

Dopo dicembre, in cui sarebbe dovuta partire l’operazione, le aspettative collocano l'inizio del 'tapering' per questo mese di gennaio e ci sono analisti che si aspettano per il 2014 un andamento contrario a quello dei titoli periferici, proprio perché la Federal Reserve lancerà il tapering, iniziando un programma volto alla riduzione degli stimoli monetari che attualmente equivalgono a 85 miliardi di dollari al mese e questa riduzione di liquidità dovrebbe penalizzare in particolare i titoli dei Paesi considerati oggi più affidabili.

Per Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas investment partners, “d'accordo con questa analisi e alla luce del tapering, che influenzerà sia le obbligazioni americane che quelle europee data l'elevata correlazione, “Il nostro target di fine anno (2014) per il decennale americano ed europeo è di circa 3,5% e 2% ma crediamo che ci si saranno picchi più elevati a 5 e 4% con molta probabilità”.

Spread in ribasso per Claudia Segre, segretario generale Assiom Forex, secondo cui “L'obiettivo di scendere sotto quota 200 punti base è raggiungibile per la Spagna. Un traguardo anche alla portata dell'Italia che dovrà fare la differenza con le manovre di Governo”. Tra i motivi che hanno spinto al ribasso lo spread la differenza tra i rendimenti sui titoli italiani e quelli tedeschi per omologa scadenza, calano i primi più di quanto non avvenga con i secondi o perché salgono i rendimenti tedeschi più di quanto non facciano quelli italiani.

Lo scenario degli ultimi mesi è un mix tra le due ipotesi: i rendimenti dei Btp stanno scendendo e quelli dei Bund stanno salendo. Lo spread così si restringe. Ma il 2014 non sarà un anno facile per i nostri bond, dato che le banche italiane dovranno rimborsare entro i prossimi 13 mesi 237 miliardi di euro circa alla BCE, presi in prestito con le aste Ltro.

I dubbi sulla tenuta di uno spread a tali bassi livelli derivano poi dal fatto che uno spread così basso dovrebbe riflettere un processo di risanamento di fatto ben avviato o concluso, ma le cose sono molto diverse da questo quadro, sia perché l’economia italiana vive ancora una crisi senza alcuno sbocco visibile, sia anche perché i conti pubblici dell’esercizio appena chiuso sono tutt’altro che positivi.

Uno dei rischi che si teme è quello legato alla Bce e gli stress test che Francoforte si avvia a compiere: penalizzare il trattamento dei titoli di Stato contenuti nei portafogli di quelle banche che in fin dei conti (soprattutto in Italia) hanno materialmente sostenuto i bond sovrani con i loro acquisti in asta o sul secondario significherebbe far cadere la domanda e minacciare quindi di infrangere un fragile equilibrio.

E i problemi eventuali non finiscono qui, perché la possibile rottura dell'instabile equilibrio che caratterizza lo scenario politico italiano nei prossimi mesi comporterebbe una nuova frenata sulle riforme, mettendo nuovamente a repentaglio l'Italia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il