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Saldi 2014: Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, Firenze. Come stanno andando

Avvio deludente per i nuovi saldi invernali. Si prediligono cibi a capi di abbigliamento e le associazioni dei consumatori evidenziano un budget sempre minore per le spese superflue delle famiglie italiane



Sono partiti lo scorso 4 gennaio i saldi invernali in tutte le regioni italiane, da Lombardia a Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Puglia, Calabria. Per le associazioni dei consumatori, il budget a disposizione delle famiglie quest’anno è diminuito del 15% rispetto allo scorso anno: secondo i calcoli dell’Adoc, una famiglia spenderà mediamente 130 euro per i saldi invernali (194 per Federconsumatori, che stima un calo dell’11,3% rispetto a dodici mesi fa). Mentre secondo Confesercenti la spesa a famiglia sarà mediamente di 250 euro.

Per Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma e Lazio, “è stato un grave errore l’ulteriore aumento dell’Iva, che ha peggiorato ancora la gia’ insostenibile situazione”. Federconsumatori e Adusbef prevedono una spesa complessiva di 1,73 miliardi di euro per i saldi invernali. La percentuale delle famiglie che si dichiarano propense ad acquistare a saldo, spiega una nota dei consumatori, sarà pari al 36-37% (circa 8,9 milioni di famiglie).

Un andamento, secondo le associazioni, dettato dal forte calo del potere di acquisto registrato negli ultimi anni, nonché dagli aumenti che si prospettano per il 2014 (+1.384 euro a famiglia). Inoltre, quest'anno, per la prima volta, gli italiani cercano anche panettoni, pandori, torroni cotechini, zamponi e spumanti in saldo dopo le feste più che capi di abbigliamento: questo per lo meno quanto emerge da una indagine online della Coldiretti dalla quale si evidenzia che il 66% degli italiani acquisterà prodotti alimentari delle feste in offerta, mentre scendono ad appena il 58% quelli interessati all'acquisto dei vestiti e calzature nei saldi invernali.

La crisi ha dunque cambiato le priorità degli italiani penalizzando i beni come l'abbigliamento rispetto al cibo, la cui spesa peraltro quest'anno è stata contenuta nei pranzi e nei cenoni di Natale. Secondo l'indagine online della Coldiretti in particolare il 30% degli italiani compra dolci come panettoni, pandori e torroni in sconto, il 10% cerca cotechini e zamponi in offerta, il 10% spumanti e liquori, il 16% altri prodotti come lenticchie, frutta secca o pacchi misti.

Deludenti, intanto, i primi giorni di avvio di saldi. Secondo quanto affermato dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “I cittadini escono, osservano le vetrine ma ancora non comperano, segno che i consumatori puntano ad acquisti mirati, limitati da un budget sempre più ristretto a causa della crisi economica”.

Chi esce dai negozi, insomma, lo fa senza buste e solo nelle grandi città del nord le aspettative degli esercenti sono state soddisfatte, con code alle casse dei grandi magazzini. I saldi che funzionano sempre meno secondo Federconsumatori e Adusbef si devono anche alle varie promozioni offerte dal commercio durante l'anno “che hanno determinato da un lato una concorrenza sleale tra gli stessi commercianti e dall'altro una discriminazione tra i vari clienti”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il