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Pensioni: donne e uomini. Età, requisiti, contributi per uscita e fare domanda

Come cambiano le pensioni di uomini e donne da questo 2014: età e contributi, rivalutazioni e contributi di solidarietà con legge Fornero e nuova Legge di Stabilità. Le novità



Cambiano le pensioni con l'avvio del nuovo 2014 e cambiano le età di uomini e donne per lasciare il lavoro: innanzitutto bisogna sottolineare che i cambiamenti riguardano, come stabilito dalla Legge di Stabilità, l’adeguamento al costo della vita per le pensioni superiori a 1.486 euro lordi al mese (3 volte il minimo), un ritorno che non va oltre i 2.973 euro lordi (6 volte il minimo).

Insomma aumenti magri, anche perché nel 2013 il tasso d’inflazione è stato relativamente basso. Fermo restando l’adeguamento al 100% per le pensioni fino a 3 volte il minimo, si scende al 95% per i trattamenti fra 3 e 4 volte; al 75% per gli importi compresi fra 4 e 5 volte; e al 50% per quelli superiori a 6 volte, mentre per quelle d’importo superiore a questo limite si parla di appena 14,70 euro, che il maxiemendamento ha voluto inserire all’ultima ora per timore che annullando la perequazione si rischiava una pronuncia di incostituzionalità.

Le riduzioni, riguardano l’intero assegno e non solo la parte eccedente la soglia garantita. Insieme all’indicizzazione, è tornato anche il contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro che sarà del 6-12% sugli importi superiori a 6.936 euro lordi al mese (91.251 euro all’anno), riproposto per finanziare un sussidio a favore dei più poveri.

Il contributo è fissato nel 6% per la parte di pensione compresa fra 14 e 20 volte il minimo (91.251 - 130.359 euro lordi annui), che sale al 12% sugli importi fra 20 e 30 volte il minimo (130.359 - 195.538 euro lordi annui) e al 18% sulle quote oltre 30 volte. Per quanto riguarda l’età di pensionamento, quella delle donne si allontana sempre di più: a partire dal 2012 la legge Monti-Fornero ha infatti aumentato l’equiparazione dell’età con gli uomini, che nell’estate 2011 aveva previsto un percorso che doveva iniziare nel 2014 per raggiungere il traguardo nel 2026. Ma non è stato così.

Dal primo gennaio 2012, infatti, l’età delle donne è salita di colpo a 62 anni - soglia alla quale già nel 2013 sono stati aggiunti 3 mesi (per via dell’adeguamento alle cosiddette speranze di vita) e sarà ulteriormente elevata a 63 anni e 9 mesi nel 2014. Per le lavoratrici autonome (commercianti, artigiane e coltivatrici dirette) lo scalone del 2012 è stato di 3 anni e 6 mesi (l’età da 60 a 63 anni e mezzo).

Limite che nel 2014 salirà a 64 e 9 mesi nel 2014. Inoltre, se prima della riforma Fornero il trattamento di anzianità per chi non raggiungeva un minimo di 40 anni di contributi si poteva ottenere combinando la famosa quota 96, con età di almeno 60 anni (quota 97 e almeno a 61 anni per gli autonomi), la riforma ha cambiato le carte in tavola pretendendo, già dal 2012, più di 42 anni (un anno in meno per le donne).

Per cui, nel 2012 erano richiesti 42 e 1 mese, nel 2013, quando è scattato l’adeguamento alla speranza di vita, bisognava avere 42 anni e 5 mesi 2013 (41 anni e 5 mesi per le donne), limite elevato di un altro mese nel 2014: 42 anni e mezzo gli uomini e 41 e 6 mesi le donne).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il