Bollo conti correnti, azioni, obbligazioni, conti deposito, fondi di investimento 2017: novità, calcolo, come funziona

Anche quest'anno 2017 è valido l’imposta di bollo sui prodotti finanziari inserita nel 2014. Investire costerà ma nuovo calcolo più equo. Come funziona e cosa colpisce l’incremento



Tra aumenti e tasse che rimangono anche nel 2017 che peseranno sui cittadini italiani e che si faranno sentire non poco spicca sempre anche l’imposta di bollo sul capitale investito in prodotti finanziari, dai conti correnti, ai conti deposito, ad azioni, obbligazioni e fondi di investimento.

Tale imposta, infatti, è diventata più salata da un lato ma più equa dall’altro. L'imposta di bollo anche nel 2017 prevede un incremento dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari (deposito titoli, conti deposito, polizze finanziarie), la cui aliquota passa dall’attuale 0.15% allo 0.20%, la cancellazione del pagamento del bollo fisso, pari a 34,20 euro, per gli investimenti inferiori ad una determinata soglia, balzello che continuerà comunque ad essere pagato, a prescindere dall’importo depositato, ma secondo il principio della proporzionalità.

Come già da tre anni, anche per questo gennaio 2017, non c’è più il bollo fisso a 34,20 euro sui conti correnti, bancari e postali, con giacenze medie di 17.000 euro, mentre l’aliquota salirà dallo 0,15% allo 0,2% della giacenza. Contemporaneamente aumenta il carico impositivo sui correntisti tra i 250.000 e i 500.000 euro, mentre resta confermata la no tax area sotto i 5.000 euro.

Per quanto riguarda i conto titoli, anche per loro scompare l'imposta di bollo fissa che viene sostituita da un imposta del 2 per mille, così se ne avvantaggeranno i piccoli risparmiatori con giacenze medie inferiori ai 22.800 euro.

Prima del 2014, lo ricordiamo, sui conti titoli non era prevista nessuna soglia di esenzione ed anche un risparmiatore con in portafoglio un solo titolo da 1000 euro doveva pagare l'imposta da 34,20 euro equivalente al 34,2 per mille, mentre dal 2014 e, qundi, anche nel 2017 dovrà pagare solo 2 euro (2 per mille).

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di Marianna Quatraro pubblicato il