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Riforma pensioni donne e uomini Governo Letta: piano Giovannini e nuove proposte alla Camera 2014

Le nuove proposte di modifica all’attuale sistema pensionistico italiano nonostante approvazione Legge di Stabilità di qualche settimana fa. Servono nuovi interventi. I possibili cambiamenti



Riduzione delle pensioni più alte, possibilità di aumentare i trattamenti minimi, pensione anticipata per uomini e donne e prestito pensionistico: queste le nuove possibili modifiche allo studio del governo che ancora una volta toccano le pensioni. L’idea del prestito pensionistico era stato avanzato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, già negli scorsi mesi e si tratta di un sistema prevederebbe, per chi vuole lasciare il lavoro anticipatamente, ad esempio un paio di anni prima del pensionamento effettivo, di ricevere un assegno (potrebbe essere l’80% dello stipendio) pagato dall’Inps eventualmente con il contributo della stessa azienda, che poi dovrà ripagare negli anni successivi.

Una volta in pensione, dall’assegno previdenziale verrebbe trattenuta una certa percentuale (potrebbe essere tra il 10 e il 15%). Dal momento in cui, maturati i requisiti per la pensione, si inizia ad incassare l’assegno previdenziale, quest’ultimo verrebbe decurtato di una cifra (che secondo le ipotesi circolate potrebbe oscillare tra il 10 e il 15%) per poter restituire i soldi ottenuti in prestito nei due anni precedenti. Il prestito pensionistico sarebbe l’alternativa alla cosiddetta staffetta generazionale.

Come già spiegato dal ministro, si tratta “uno schema per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.

Questo sistema permetterebbe ai lavoratori di lasciare il posto prima del raggiungimento dell'età anagrafica previsto dall’attuale legge Fornero, ottenendo dallo Stato una sorta di prestito della loro pensione, da restituire poi negli anni attraverso tagli del futuro assegno previdenziale.

Tra le nuove proposte anche quella di Scelta Civica che chiede di applicare a tutti i trattamenti superiore a 60mila euro, in via sperimentale e transitoria, una trattenuta alla fonte, con aliquote progressive per scaglioni, sul differenziale fra ammontare attualmente liquidato e somma che spetterebbe invece se la pensione fosse interamente calcolata con il sistema contributivo.

Il Pd vorrebbe creare fondi per i diversi enti previdenziali, alimentati con contributi di importo crescente con il reddito pensionistico partendo dai trattamenti superiori a 12 volte il minimo e il cui gettito dovrebbe andare alle fasce di pensionati e lavoratori più deboli e al sistema previdenziale per le nuove generazioni; il Movimento 5 Stelle propone un nuovo prelievo di solidarietà (oltre a quello già previsto dalla legge di Stabilità), da applicare per un periodo limitato di tre anni sui redditi oltre sei volte il minimo, con aliquote differenziate in base agli importi, che garantisca un gettito sufficiente a garantire un aumento di 518 euro l’anno alle pensioni minimi (pari a 6mila 440,59 euro all’anno).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il