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Isee 2014: novità e modifiche per famiglie numerose, disabili e non solo. Cosa cambia

Nuovo Isee 2014 in vigore: le misure previste, polemiche da famiglie numerose e disabili ma nuovi misure pensate per loro. Cosa comportano e maggiore equità del sistema



Se al momento della sua approvazione il nuovo Isee, l'indicatore economico che misura la condizione delle famiglie per accedere ai servizi sociali, dalla scuola alla sanità, e che darà maggior peso alla componente patrimoniale e cioè maggior peso per la casa e minore franchigia per la componente mobiliare, ha creato polemiche fra famiglie numerose e disabili, sono state pensate ora diverse modifiche proprio per favorire queste categorie.

Per quanto riguarda gli interventi per le famiglie numerose, le associazioni familiari contestavano, per esempio, la sovrastima del valore della prima casa che penalizza chi ha risparmiato per i propri figli e la scala di equivalenza che non fotografa la situazione reale delle famiglie con figli, ancor più se in situazioni di particolare disagio.

Più critica la situazione per i disabili: tra le novità relative alle persone con disabilità, è stata introdotta nel nuovo Isee la voce Indicatore della situazione reddituale (ISR), nel quale vanno computati, ai fini Irpef, anche trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari, incluse le carte di debito, a qualsiasi titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (se non già inclusi nel reddito complessivo dichiarato).

E ciò significa che se in un nucleo familiare c'è una persona con disabilità, oltre ai redditi vanno sommate anche le altre indennità eventualmente percepite. In seguito alle polemiche nate, Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto al di aggiornare lo strumento che aveva mostrato limiti ed effettivamente sono stati fatti passi in avanti per rendere l’Isee più equo nella definizione della capacità economica, a partire dal maggior peso della componente patrimoniale, all’inserimento dei redditi esenti Irpef o a imposta sostitutiva, moltiplicatisi in questi anni, ma anche alla nuova nozione di nucleo familiare in presenza di figli; il testo del dpcm chiarisce alcuni punti che sono stati causa di opacità (si pensi al caso di coniugi che non hanno la stessa residenza anagrafica, o ai figli di genitori non sposati e non conviventi): ora, ai fini Isee, questi faranno parte dello stesso nucleo familiare, salvo eccezioni (divorzio, abbandono, creazione di una nuova famiglia).

Viene inoltre definita la situazione per minori in preadozione e in affido. In merito alla disabilità, l’inserimento nel calcolo Isee dei redditi percepiti a titolo risarcitorio, come l’indennità di accompagno, viene sostanzialmente sterilizzato attraverso un sistema di deduzioni dal reddito, relative alle spese necessarie per l’assistenza, e forfetarie in relazione alla gravità della disabilità, con maggiore attenzione alla presenza di minorenni disabili.

Positivamente vanno giudicate anche le deduzioni per lavoro dipendente e pensioni, oltre alla possibilità di escludere gli assegni di mantenimento che prima erano rilevanti sia per chi li percepiva che per chi li erogava.

Altra novità introdotta è l’Isee corrente, che nei casi in cui si sono verificate nella vita di almeno uno dei componenti del nucleo situazioni che hanno modificato sensibilmente la condizione economica della famiglia (un’interruzione del rapporto di lavoro, sospensione o riduzione dell’orario ecc), permette di considerare il reddito dell’anno in corso. Le variazioni devono essere superiori al 25%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il