Spread Btp-Bund più basso ma tassi mutui 2014 variabili e fissi non calano. Cosa significa

Spread btp italiani e bund tedeschi in calo vertiginoso ma spread bancari alti: è questo lo spread da tenere d’occhio per capire l’andamento della crisi. La situazione



Dopo il calo vertiginoso registrato nelle ultime settimane del 2013, continua a rimanere basso lo spread fra Btp italiani e Bund tedeschi, andamento che entusiasma i mercati e che, almeno nel nostro Paese, dipende dalla fiducia alla nuova Legge di Stabilità in cui sono ora riposte tutte le speranze di crescita e miglioramento per il Belpaese.

Secondo un'analisi di Vito Lops sul Sole 24 Ore, ora che lo spread sui bond sovrani scende molti cantano vittoria, dimenticando, però, che, considerando la condizione di disinflazione, i tassi reali sul debito pubblico sono più alti oggi che nella fase pre-crisi e che a scendere non è solo lo spread tra Btp e Bund ma, sempre rispetto alla Germania, ma anche quello di Spagna e Irlanda (tornata ieri sul mercato primario per la prima volta in due anni dopo lo stop legato ai prestiti della Troika).

Meglio, dunque, affermare con cautela che il peggio sia passato, anche perché bisogna fare i conti con l’effettiva messa in pratica delle misure previste dalla nuova Legge di stabilità, pensate appunto per portare l’Italia verso una rinnovata crescita, e con la situazione attuale del nostro Paese e della sua economia reale, quella che riguarda i cittadini e che resta comunque preoccupante.

A partire dagli ultimi dati Istat sul lavoro, secondo cui a novembre il tasso di disoccupazione medio è salito al 12,7% e quello giovanile balzato al 41,6%. E se lo spread tra Btp e Bund scende quello che resta ‘pesante’ è lo spread che le banche applicano sui mutui e che si aggiunge all'Euribor (per i mutui a tasso variabile) e all'Eurirs (per quelli a tasso fisso) nel calcolo del tasso finale per il mutuatario. Questo spread oggi è in media pari al 3%, circa tre volte quello che si poteva ottenere nell'estate del 2011.

Come spiegato da Lops, quando le banche praticavano spread sui mutui dell'1% l'economia italiana girava ancora bene e il tasso di disoccupazione era decisamente più basso di quello attuale e ciò significa che per tornare a proporre spread più convenienti, dovrebbe migliorare la situazione interna d’Italia, per cui, forse, è questo lo spread da tenere d’occhio per capire l’andamento della crisi.

E, considerando che lo spread bancario oggi viaggia intorno a una media 3% sia per i mutui a tasso fisso che per quelli a tasso variabile, sembra ancora lontano il momento di uscita definitiva da questo momento buio.

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di Marianna Quatraro pubblicato il