Riforma pensioni donne e uomini Governo Letta: nuove proposte in discussione. Torna piano Giovannini

Prestito pensionistico e non solo: ieri portate in discussione in Parlamento nuove mozioni di modifica alle pensioni. Cosa prevedono e novità



Prestito pensionistico e non solo: ieri, mercoledì 8 gennaio, sono state portate in discussione in Parlamento nuove mozioni di modifica alle pensioni che prevedono, tra le altre misure, la definizione di una soglia massima per le pensioni d'oro, il taglio degli assegni erogati con il sistema retributivo con una trattenuta progressiva sopra i 60.000 euro l'anno, contributi di solidarietà sulle pensioni superiori a 12 volte il minimo, ritocco verso l'alto dei trattamenti previdenziali più bassi, un maggior prelievo su tutti i redditi superiori a 75.000 euro l'anno.

Queste novità vanno ad aggiungersi alla proposta, in realtà avanzata già qualche mese fa, del cosiddetto prestito pensionistico del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.

Questa sistema prevederebbe, per chi vuole lasciare il lavoro anticipatamente, ad esempio un paio di anni prima del pensionamento effettivo, di ricevere un assegno (potrebbe essere l’80% dello stipendio) pagato dall’Inps eventualmente con il contributo della stessa azienda, che poi dovrà ripagare negli anni successivi. Una volta in pensione, dall’assegno previdenziale verrebbe trattenuta una certa percentuale (potrebbe essere tra il 10 e il 15%).

Dal momento in cui, maturati i requisiti per la pensione, si inizia ad incassare l’assegno previdenziale, quest’ultimo verrebbe decurtato di una cifra (che secondo le ipotesi circolate potrebbe oscillare tra il 10 e il 15%) per poter restituire i soldi ottenuti in prestito nei due anni precedenti. Il prestito pensionistico sarebbe l’alternativa alla cosiddetta staffetta generazionale.

Il ministro Giovannini mesi fa aveva spiegato che, in realtà, si tratta “uno schema per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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