BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma pensioni usuranti e precoci Governo Letta: piano Giovannini e nuove proposte in Parlamento

Cosa potrebbe cambiare per lavoratori precoci e usuranti dopo nuove proposte di ieri sulle pensioni. Nuove ipotesi allo studio e prestito pensionistico per lasciare prima il lavoro



In discussione ieri nuove proposte per modificare ancora il mondo delle pensioni italiane che, evidentemente, hanno bisogno di ulteriori interventi per essere soddisfacenti. Diverse le novità avanzate, dalla definizione di una soglia massima per le pensioni d'oro, al taglio degli assegni erogati con il sistema retributivo con una trattenuta progressiva sopra i 60.000 euro l'anno, ai contributi di solidarietà sulle pensioni superiori a 12 volte il minimo, al ritocco verso l'alto dei trattamenti previdenziali più bassi, al prestito pensionistico.

Si è acceso il dibattito sulle cosiddette pensioni d'oro, con la bocciatura delle mozioni presentate da M5S, Sel, Fratelli d'Italia e Lega nord. Le pensioni d'oro sono ‘incostituzionali’ secondo la fondatrice di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che ha scritto una lettera aperta a Matteo Renzi e Beppe Grillo chiedendo di aderire alla propria proposta, attualmente al vaglio della commissione Lavoro della Camera: “Stabiliamo un tetto, dieci volte la pensione minima di 500 euro al mese.

Fino a quel tetto le pensioni non le tocchiamo. Per la parte eccedente calcoliamo i contributi che sono stati versati. Mi piacerebbe sentire dire da Renzi che è d'accordo con una proposta come questa. Ho fatto un appello a Beppe Grillo perché le battaglie anticasta si sposano bene con questa proposta”.

Il Movimento 5 Stelle propone , invece, di recuperare “1,140 miliardi dalle pensioni d'oro d'argento e di bronzo e si distribuiscono le risorse", mentre Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro, ha detto “Siamo contrari ai privilegi e non abbiamo remore a colpire le pensioni d'oro e le distorsioni”.

Per quanto riguarda il prestito pensionistico, si tratta di una sorta di prestito per lasciare il lavoro in anticipo. Il lavoratore cui mancherebbero due o tre anni al raggiungimento dell’età pensionabile potrebbe scegliere di lasciare il lavoro prendendo un anticipo della pensione sulla base di un importo minimo (non più di 600-700 euro al mese) da restituire poi all’Inps dal momento in cui decorrerebbe il suo trattamento pensionistico stabilito. Si tratta di un sistema che andrebbe a favore soprattutto di lavoratori precoci e usuranti, permettendo loro di non aspettare la soglia massima dei 66 anni per andare in pensione, come attualmente previsto.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il