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Tassi Bce Gennaio 2014 invariati: mutui, tassi interessi non diminuiscono pur con spread btp-bund

Dopo la prima riunione 2014, la Bce lascia i tassi invariati allo 0,25% ma Draghi avverte: “Meglio non farsi illusioni sulla fine della crisi”. Andamento spread e tassi mutui. Cambierà qualcosa?



Tassi invariati dalla Bce: al termine della prima riunione dell'anno la Banca Centrale europea ha deciso di lasciare invariato allo 0,25% il costo del denaro, con il presidente Mario Draghi che  ha invitato a non farsi illusioni sulla fine della crisi: la Bce è comunque pronta a intervenire ancora.

Tutto questo mentre dalla Federal Reserve è emerso che il tapering, la riduzione progressiva degli stimoli monetari all'economia Usa, continuerà tutto l'anno per azzerare gli acquisti di bond, oggi fissati a 75 miliardi di dollari al mese, entro dicembre. Intanto, la fiducia nell'economia europea tornata ai livelli del 2011, con l'euro chiude in calo a 1,3580 dollari e 142,31 yen, ai minimi da 5 settimane.

In lieve rialzo, però, lo spread, che continua però a rimanere basso: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è in salita a quota 200 punti base, dopo essere sceso fino a 192 punti basi ai minimi dal 4 luglio 2011, con i titoli italiani che sul mercato secondario rendono il 3,9%.

Sul fronte macroeconomico, si registra anche l'aumento della produzione industriale in Germania dove è salita dell'1,9% congiunturale a novembre e del 3,5% annuo: il dato batte le attese del mercato che prevedevano una crescita mensile dell'1,5%. Ora che i tassi sono ancora una volta bassi lasciati invariati, i mutui non si abbassano, anche se la speranza che tale decisione possa far decidere alle banche di abbassare prestiti e mutui nel 2014, come ci auspicherebbe.

Secondo un'analisi di Vito Lops sul Sole 24 Ore, se lo spread tra Btp e Bund scende, quello che resta ‘pesante’ è lo spread che le banche applicano sui mutui e che si aggiunge all'Euribor (per i mutui a tasso variabile) e all'Eurirs (per quelli a tasso fisso) nel calcolo del tasso finale per il mutuatario.

Questo spread oggi è in media pari al 3%, circa tre volte quello che si poteva ottenere nell'estate del 2011. Come spiegato da Lops, quando le banche praticavano spread sui mutui dell'1% l'economia italiana girava ancora bene e il tasso di disoccupazione era decisamente più basso di quello attuale e ciò significa che per tornare a proporre spread più convenienti, dovrebbe migliorare la situazione interna d’Italia, per cui, forse, è questo lo spread da tenere d’occhio per capire l’andamento della crisi.

E, considerando che lo spread bancario oggi viaggia intorno a una media 3% sia per i mutui a tasso fisso che per quelli a tasso variabile, i vorrà ancora un bel pò di tempo per recuperare fiducia e abbandonare un momento tanto complesso.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il