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Mercati emergenti 2014: azioni, borse, obbligazioni più a rischio dopo aumento tassi Usa possibile

Si avvicina il momento dei avvio del famigerato tapering in Usa e i Paesi emergenti ne risentono: la situazione e i principali mercati finiti sotto pressione



Si è appena chiuso un 2013 nero per i mercati emergenti che, dopo un periodo di fervido splendore, hanno iniziato a vedere un forte deflusso di capitali. Secondo gli ultimi dati sul 2013 di Epfr Global, la fuga dai fondi azionari e obbligazionari specializzati in mercati emergenti è stata pari a 59 miliardi di dollari, saldo netto negativo equamente distribuito tra reddito fisso (rosso da 31,4 miliardi di dollari) ed equity (-27,6 miliardi di dollari).

L’inversione di tendenza si è iniziata ad avvertire lo scorso mese di maggio quando, per la prima volta, il presidente della Fed Ben Bernanke ha annunciato la possibile fine della politica monetaria espansiva della Banca centrale americana. La Fed, infatti, per far fronte alla crisi finanziaria del 2008, aveva stampato moneta continuamente tramite acquisti di titoli di stato e altre obbligazioni, ma, considerando il miglioramento della congiuntura economica, qualche mese fa l’ex presidente Bernanke ha annunciato la riduzione graduale iniezioni di liquidità.

A risentirne Paesi e asset che in questi anni avevano particolarmente tratto beneficio dalla politica ultraespansiva della Federal Reserve, azioni e bond dei mercati emergenti in particolare.

I mercati finiti sotto pressione sono Indonesia, dove il governo ha una stretta monetaria tramite l'aumento dei tassi di riferimento a partire da giugno, anche perché già durante l'estate si sono avute le avvisaglie di quello che sarebbe potuto accadere con la rupia messa sotto forte pressione dall'avvio di deflussi di capitali; la Turchia; il Brasile, dove il costo del denaro è tornato a salire appena si è subodorata l'imminente inversione di politica monetaria da parte della Fed.

E poici sono ancora India e Sudafrica, dove il rand scivolato dopo l'annuncio della Fed e i tassi sul debito risaliti di qualche punto. Ma allo stesso tempo Fitch ha confermato il rating BBB affibiandogli anche un outlook stabile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il