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Tasi: quanto si deve pagare nuova tassa immobili prima casa, seconda casa, capannoni

Secondo uno studio condotto dall’Ufficio studi della Cgia, la Tasi costerà più dell'Imu2 2012-2013 e alle imprese almeno un miliardo di euro: calcoli e stime



Mancano ancora definizioni ufficiale su aliquote e applicazione della Tasi, nuova imposta sui servizi locali alla prima casa. il governo solo qualche giorno fa ha stabilito che i Comuni potranno decidere un aumento dell’aliquota massima delle imposte sulla casa, compreso tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille, ma saranno obbligati a usare il ricavato per concedere detrazioni all’imposta, che potranno gestire come vogliono.

I Comuni potranno, dunque, determinare un'aliquota addizionale, esclusivamente per finanziare gli sgravi ai contribuenti meno abbienti e la forbice di questa aliquota aggiuntiva è compresa tra uno e otto millesimi di punto. Con le addizionali, l'aliquota massima potrà raggiungere lo 0,33% del valore dell'immobile.

Ancora da decidere se l'aumento potrà essere applicato solo alla prima casa o anche agli altri immobili. In questi ultimi è ancora in vigore l'Imu e la somma tra imu e tasi non potrà superare l'1,06% o l'1,14% del valore. Sarà, dunque, la Tasi a sostenere i servizi alla persona, per le categorie più deboli.

L’aliquota massima della Tasi potrebbe salire allo 0,33% e con l’aumento delle aliquote massime, la Tasi sulla prima casa potrà salire dal 2,5 per mille fino al 3,3 per mille, mentre Tasi e Imu sugli altri immobili residenziali, dal 10,6 per mille complessivo, potranno essere elevate fino all’11,4 per mille.

Secondo l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, la Tasi sugli immobili sarà decisamente più alta dell'Imu che si doveva versare lo scorso anno e a risentirne maggiormente saranno le imprese. La Tasi potrebbe, infatti, secondo le stime Cgia, arrivare a costare un miliardo di euro alle imprese italiane. Tale importo è stato determinato stimando un'aliquota base pari all'1 per mille.

Ma “Vista la difficoltà economica in cui versano i Comuni”, rileva però il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, “è molto probabile che l'aliquota che verrà applicata su negozi, uffici e capannoni sarà ben superiore all’aliquota standard, pertanto è quasi certo che l’aumento sarà superiore al miliardo di euro da noi inizialmente stimato”.

L'Ufficio studi ha dunque fatto una seconda ipotesi, considerando l'aliquota al 2,07 per mille: Imu più Tasi infatti potrebbero raggiungere, per le abitazioni diverse da quelle principali e gli immobili strumentali, quota 11,4 per mille e l'aliquota Imu media applicata a livello nazionale nel 2012 (il dato sul 2013 non è stato ancora diffuso) sugli immobili aziendali è stata del 9,33 per mille. Nella seconda ipotesi, dunque, il costo per le imprese potrebbe arrivare a 2 miliardi di euro.

L'Ufficio studi dell'associazione sottolinea però che la Tasi assorbirà la maggiorazione Tares pagata nel 2013 e, secondo le stime redatte dal ministero dell'Economia, il gettito complessivo della maggiorazione dovrebbe essere pari a 1 miliardo di euro.

Per il  segretario dell’associazione di Mestre, Giuseppe Bortolussi, “Ancora una volta, le modifiche apportate sulla tassazione degli immobili rischiano di accrescere ulteriormente il peso fiscale sulle imprese. Ricordo che il passaggio dall’Ici all’Imu ha visto raddoppiare i costi per i proprietari dei capannoni, con punte che in alcuni casi hanno toccato anche il 154%. Con la Tasi all’1 per mille, l’aggravio su quelli accatastati con la lettera D sarà di 649 milioni di euro, una cifra imponente che rischia di mettere in ginocchio molte attività, soprattutto quelle di piccola dimensione”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il