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Pensioni donne e uomini Governo Letta:situazione aggiornata. Il punto della settimana

Uomini e donne in pensione prima con prestito Giovannini ma governo ancora lontano da monito Ue su differenza di genere negli di anni di contributi necessari per ottenere il pensionamento anticipato. La situazione e cambiamenti possibili



Dopo l’approvazione ufficiale della Legge di stabilità che ha stabilito la rivalutazione delle pensioni fino a tre volte il minimo del 100%; fino a quattro volte il minimo sono rivalutate al 95%; l'indicizzazione scende col salire dell'assegno; il contributo di solidarietà per le pensioni elevate sarà del 6% per la parte eccedente i 90.168,26 euro annui; del 12% oltre i 128.811,80 euro; del 18% per la parte eccedente i 193.217,70 euro annui; non potranno essere cumulati, oltre l'importo di 300.000 euro l'anno, le pensioni e gli stipendi da incarichi pubblici; confermato il contributo di solidarietà per i redditi elevati del 3% per il triennio 2014-2016; nuovi fondi per salvaguardare altri 17.000 esodati, si torna a parlare di eventuali interventi per le pensioni.

La scorsa settimana, infatti, sono state presentate nuove proposte che riguardano la riduzione delle pensioni più alte, la possibilità di aumentare i trattamenti minimi, pensione anticipata per uomini e donne, e prestito pensionistico. Idea, quest’ultima, già avanzata dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, nei mesi scorsi, e che prevede, per chi vuole lasciare il lavoro anticipatamente, ad esempio un paio di anni prima del pensionamento effettivo, la possibilità di ricevere un assegno (potrebbe essere l’80% dello stipendio) pagato dall’Inps eventualmente con il contributo della stessa azienda, che poi dovrà ripagare negli anni successivi.

Una volta in pensione, dall’assegno previdenziale verrebbe trattenuta una certa percentuale (potrebbe essere tra il 10 e il 15%). Dal momento in cui, maturati i requisiti per la pensione, si inizia ad incassare l’assegno previdenziale, quest’ultimo verrebbe decurtato di una cifra (che secondo le ipotesi circolate potrebbe oscillare tra il 10 e il 15%) per poter restituire i soldi ottenuti in prestito nei due anni precedenti. Il prestito pensionistico sarebbe l’alternativa alla cosiddetta staffetta generazionale.

Questo schema, dunque, permetterebbe a uomini e donne di lasciare il lavoro prima, e, nonostante questa possibilità, le nuove proposte non rispondono ancora al monito della Commissione Europea che qualche mese fa ha puntato il dito contro l’Italia per quanto riguarda la differenza di trattamento di genere contributivo fra uomini e donne per andare in pensione.

La Commissione europea ha, infatti, deciso di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia a causa dell’attuale norma pensionistica che fissa una differenza tra uomini e donne negli di anni di contributi necessari per ottenere il pensionamento anticipato, contestando la legge 214 del 2011, in base alle quali gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini, il governo non sembra pensare muoversi, di nuovo,  in tal senso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il